ALLATTAMENTO A TERMINE

VIDEO : 8 maggio 2016 – 22:11

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NASCITA E ALLATTAMENTO

Ho partorito Micol alle 13:29 dell’8 maggio 2016, la festa della mamma. Un parto veloce, faticoso, una me presa dal panico e poca accoglienza intorno.

Ho abbracciato finalmente mia figlia alle 21.30 di quello stesso giorno, ore e ore dopo, per dinamiche che ancora non sono chiare. Scelte della struttura ospedaliera, a cui, con le informazioni e la consapevolezza che ho oggi, mi sarei opposta.

Parte delle nostre difficoltà con l’allattamento, parte delle mie difficoltà nel riconoscerla e amarla fin da subito, sono certa siano state colpa di questo allontanamento.
Parte del mio crollo post parto anche.

Non c’è più rabbia nelle mie parole, ma tenerezza nel riguardare questo video che da poco abbiamo scoperto di avere.
Un tenerissimo video del nostro primo abbraccio, della nostra prima poppata.

Il nostro allattamento non è partito subito, anzi. Una fatica immensa.

Da 5 giorni io e Micol abbiamo concluso il nostro allattamento. Quasi 3 anni di allattamento.

Sono stata io a chiederle di smettere. Ho cercato di portare avanti il tandem più che ho potuto ma la fatica fisica ha iniziato a farsi sentire così le ho parlato e le ho spiegato la mia difficoltà e lei ha capito. Ancora cerca il seno ma sempre con meno insistenza e cerchiamo insieme una alternativa.
Sono sollevata da una parte, dall’altra triste, dall’altra orgogliosa.

Riguardare questo video ora, mi emoziona tanto.

💟 Tante volte, soprattutto all’inizio ho pensato di non farcela, tante volte mi sono lamentata per la stanchezza e i ritmi dell’allattamento, altrettante ho pianto guardandola accoccolata al mio seno, tante volte le mie ‘titte’ sono state più mamma di me e hanno trovato la soluzione al suo pianto. Io e Micol siamo cresciute insieme, e se con Thomas è stato tutto più semplice, devo ringraziare lei e la sua pazienza, lei e la sua tenacia💟

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Non è poi così difficile come sembra!

Se la prima volta che portate pancia a pancia vi emozionate, la prima volta sulla schiena vi stupite sempre perché ‘non è poi così difficile come sembra!’

Si può fare guardando un tutorial, si può imparare da autodidatta, in questo credo fermamente.

Portare sulla schiena

Nicoletta e Samuele, la loro prima volta sulla schiena

Credo però che la consulenza dia un gran valore aggiunto, seguendo e adattandoci alle vostre esigenze! 
Ogni bambino ha la sua indole, la sua corporatura, le sue abitudini. Ogni mamma ha il suo personale modo di accudimento, la sua corporatura e il suo incastro perfetto con il bambino.

In una consulenza individuale valutiamo e proviamo, troviamo insieme il modo migliore per voi.
Poi nel tempo ogni mamma perfezionerà la legatura con la pratica ma finisco la consulenza certa di aver dato tutti gli strumenti perchè possa farlo.

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Quando posso iniziare a portare sulla schiena?

Consulenza babywearing

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PRIMA LEGATURA SULLA SCHIENA

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Il video integrale è di un minuto e 17, ma come vedete la legatura ci metto meno di un minuto a farla. Si potrebbe fare anche molto meglio, ma in questo video ti mostro la me mamma, come in tutti gli altri video.

In una consulenza troviamo insieme il modo migliore per ogni coppia mamma/bimbo per caricare sulla schiena in sicurezza.
Portare sulla schiena non è difficile come sembra, anzi! 
20190331_185320È molto molto comodo, si possono utilizzare taglie più corte e il peso viene scaricato meglio, riuscendo di solito a portare senza fatica per più tempo.

Inizia la bella stagione ed è praticissimo per le camminate, le gite, il mare, la montagna.

Portare sulla schiena con la fascia significa anche avere il bimbo molto più in alto rispetto ad un marsupio avendo così la possibilità di interagire con lui.

 

scrivimi!
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Mi riconosco che ho fatto tanto

Ci ho pensato tanto prima di condividere questa foto. 56201184_441838993222680_5441132052546060288_o

Oggi una mamma incontrata per una consulenza fiori di Bach mi ha riportato alla mente dell’esistenza di questa foto, di quel momento.

Questa foto è stata scattata dall’ospedale e mandata a mio marito qualche giorno dopo la nascita di Micol quando non riuscivo a spiegarmi perché continuavo a piangere, perché non volevo prendere in braccio Micol, perché tutte mi sembravano più in gamba di me . Quando continuavo a chiamarlo in quelle poche ore che passavamo distanti perché mi sentivo completamente persa e non avevo nemmeno il coraggio di cambiarle il pannolino.

Non ho mai cancellato questa foto. L’ho ritrovata nel tempo e tenuta, come un ricordo prezioso nella sua debolezza.

Ho elaborato la nascita di Micol e i suoi strascichi facendomi aiutare. Mi sono ripresa il mio parto e quello che avevo perso, con la nascita di Thomas.  (Ti racconto il parto in casa di Thomas in un’intervista per Fuori di Mamma qui)

E mi riconosco che ho fatto tanto. Che sono stata reattiva e molto consapevole nel capire che avevo bisogno di aiuto e che ero spaventata.

Ho incontrato nel mio cammino chi ha saputo accogliermi, ascoltarmi, e accettarmi nelle mie debolezze. E le ho trasformate.

Per quasi un mese e mezzo non ho voluto vedere nessuno quando è nata Micol, mi vergognavo di come stavo, di non riuscire a togliere il pigiama, di non riuscire a lavarmi la faccia.
Io con questa bimba proprio non sapevo cosa fare.

c’è voluto tempo per innamorarmi di lei. Ma quando è successo è stato travolgente.

50691584_407265300013383_244284451167666176_oCon Thomas è stato tutto più facile: la mia consapevolezza, la sua nascita rispettata, manualità di mamma che già avevo acquisito. 

Condivido questa foto perché sono convinta che la vita sui social, possa anche essere utile per passare dei messaggi.
Ho imparato a guardarmi dentro e a dirmi grazie per il percorso che ho fatto, a ringraziare mia figlia per il modo in cui è arrivata nella mia vita e a darmi una pacca sulla spalla dicendomi che sono stata proprio brava.

E sono sicura che ci sono tante mamme che sanno di cosa io stia parlando.

 

PASSEGGINI E METROPOLITANA

Sono in metro stamattina, direzione RadioLombardia per un’intervista per raccontare il mio lavoro di Operatrice Olistica materno-infantile .

55823821_441127383293841_2770430244392271872_oHo osservato una mamma con il suo bimbo, in passeggino, e la difficoltà oggettiva dello spostamento in metro. Non tanto per il vagone quanto per arrivarci: scale, scale mobili con i gradini dove il passeggino diventa un incubo e una carrozzina nemmeno è pensabile, ascensori lenti e difficili da trovate , gradini, tragitti in mezzo ad una folla che corre veloce e non è attenta.
Così mi sono immedesimata in quella mamma, che ho visto poco fa, con il suo bimbo e il passeggino portato come un fardello. CHE FATICA. 

Poi ho immaginato la prospettiva del bimbo, che è attorniato dalla folla, seppur alterni lo stare mano nella mano alla mamma allo stare in braccio.

E poi ho immaginato la difficoltà di una mamma che deve spostarsi in metro con la carrozzina e un neonato. 

20190331_185320Ecco, qui il babywearing sì che potrebbe essere una vera necessità pratica oltre che di contatto. 

Il bimbo sarebbe portato all’altezza del genitore, godendo anche della protezione dall’ambiente esterno, specialmente un neonato, la mamma avrebbe le mani libere e non si dovrebbe preoccupare di come trascinare il passeggino tra scale e gradini. I tempi di spostamento si accorcerebbero e sono sicura che lo stress diminuirebbe.

Che sia fascia, che sia marsupio, il #babywearing in queste occasioni è veramente un ottimo alleato! 

In vista dell’estate poi, viaggi, viaggi in aereo, viaggi in treno, camminate sulla spiaggia… una fascia e un marsupio non sono ingombranti e all’occorrenza …pronti all’uso! 

Scopri la consulenza babywearing!

 

IL VALORE DI UNA CONSULENZA BABYWEARING

Neomamma di Micol, ho imparato a portare in fascia da autodidatta, prima un’elastica portata male, poi un meitai un po’ scadente, e poi piano piano le fasce. Prima, una taglia 6 di quelle che ‘voglio usarla per tutto il percorso’, poi la scoperta di un mondo fatto di un vocabolario nuovo, di tanti colori, di tantissime mamme come una grande famiglia, poi il tunnel.

A tre mesi di Micol mi sono iscritta alla scuola di #operatriceolisticamaternoinfantile e ho finito il percorso e la mia tesina a febbraio 2018, ci ho messo tanto studio, tempo, sacrifici, fatica, anche fisica per seguire i corsi con una bambina piccola, poi il tirocinio e tutti gli altri corsi con cui ho deciso di approfondire l’ambito materno-infantile tra cui il #babywearing di cui mi sono perdutamente innamorata.

Se seguire le formazioni con una bimba era impegnativo, con due è diventato un incastro creativo. L’ho fatto e continuerò a farlo e essere imprenditrice di me stessa è la scelta migliore che io potessi fare, per la mia famiglia, per la mia creatività, per la mia libertà.

FedericaOmetti_OperatriceOlistica_CristinaMoxedano52In una consulenza porto tante fasce, una bambola didattica, uno specchio e una dispensa e molto molto altro: ascolto, presenza, la formazione e il percorso che ogni giorno muovo dentro di me.
L’esperienza di chi ha iniziato da 0, ha studiato un mondo nuovo come fosse una lingua nuova.
Le mie mani, che di fasce e supporti ne hanno toccati Infiniti, per la voglia di giocare, per la voglia di sperimentare, per la curiosità di conoscere.

E vi svelo un segreto: anche una consulente deve acquistare fasce e supporti ( con qualche sconto certo, ma nulla è regalato).

Tutto ciò che ho nella mia #fascioteca è frutto di prove e test, è una selezione di tutti i supporti che sono passati tra le mie mani ed è una ricerca continua.

Quando prenoti la tua consulenza, sappi che ognuna di noi porterà con sé il suo bagaglio di esperienza, unico e inimitabile, oltre alla tecnica certo.

Per saperne di più:

consulenza babywearing

FESTA DEL PAPA’

papà canguroCi conosciamo dal 2006, due anime che hanno sempre parlato la stessa lingua, ma nessuno avrebbe scommesso su di noi.
E invece eccoci qui. quasi 3 anni di matrimonio, 2 figli, 3 gatti.

E tu, un papà presente, premuroso, affettuoso, giocherellone.

Tu che mentre guardiamo ‘mamme imperfette’ su Netflix ti rivedi nella mamma protagonista.😂

Tu che non ti sei mai tirato indietro quando la strada per diventare genitori sembrava lunga e in salita. Tu che mi hai portato un mazzo di fiori fuori dalla sala operatoria quando il nostro sogno si è infranto e che mi hai stretto la mano piangendo con me quando è nata Micol, tu che hai lottato con me per il mio sogno di poter partorire Thomas in casa e che mi hai sostenuta prima, durante e dopo, come una roccia a cui mi sono potuta aggrappare ogni volta che ho avuto paura.

Tu che mi hai permesso di mollare tutto e ricominciare da capo, per crescere i nostri bambini, e che ogni giorno scegli noi.

Tu che non hai ancora capito bene come funzionano le tutine di Thommi e i vestitini di Miki😂, che non mi ascolti mai, che giochi alla lotta con entrambi dimenticandoti che Thommi ha 7 mesi😂 e che insegni a ruttare a Micol 😂

Tu che ci fai ridere sempre un sacco. E che molte volte sei stato più mamma di me, specialmente con Micol, quando io ero spaventata da tutto. Sei stato tu ad insegnarmi a cambiare un pannolino, tu a calmarmi alla sua prima febbre, al suo primo raffreddore, a rassicurarmi ogni sua prima volta.

Buona festa del papà ❤ a tutti i papà, e a te, che colori il nostro mondo ogni giorno, e sei il nostro supereroe❤

Ti amo ❤
Foto: 19 marzo 2017, Micol con la febbre alta, voi due cuore a cuore, pelle a pelle.

 

Un anno fa scrivevo…

Esattamente un anno fa usciva il progetto #OhMammaSonoDisoccupata , sotto forma di ebook gratuito, dopo 6 mesi di lavoro di ascolto, raccolta e scrittura di testimonianze di 41 mamme.

copertina3Diventare mamma è un viaggio meraviglioso, il vero e unico ‘per sempre’ di cui si ha la certezza, un viaggio di amore, di cambiamento che muove il mondo. Diventare mamma è gioia, sacrificio, amore immenso e compromessi tra ciò che c’era prima e la nuova vita, e non sempre è facile trovare il proprio nuovo spazio di donna in una realtà che muta ogni giorno.

Una mamma, ogni giorno, impara ed apprende nuove competenze senza nemmeno rendersene conto: aumenta il senso di responsabilità, la velocità in ogni gesto, l’intuizione, la capacità di prendere decisioni velocemente, leadership, ascolto… e tantissime altre doti che una mamma sviluppa quotidianamente nel prendersi cura dei propri figli. Per questo non dovremmo essere discriminate lavorativamente parlando, considerate scomode per i permessi che potremmo dover prendere per seguire la crescita dei nostri figli, ma valutate sulla base delle nostre capacità, aumentate dall’esperienza della maternità.

Un anno fa, raccontavo la mia storia all’interno del progetto #OhMammaSonoDisoccupata e che voglio condividere ora con te, un anno dopo, con la partita iva aperta a gennaio e tantissimi nuovi progetti lavorativi!

Consulente Babywearing Federica OmettiLE MIE PASSIONI STANNO CREANDO IL MIO LAVORO

Giunte ormai alla fine di questo progetto, è ora di raccontarti anche la mia storia.

Chi ero prima di diventare mamma?

Mia figlia ha poco più di un anno e mezzo, eppure è così difficile ricordare chi fossi prima del suo arrivo nella mia vita.

Ho iniziato a lavorare prestissimo, a 16 anni, dopo la scuola, tra un call center e l’altro, tra una piscina e l’altra come bagnina. Sono stata una commessa, una segreteria, e una assistente di direzione. Stacanovista e determinata, sognavo uno di quei posti di lavoro in stile ‘Il Diavolo Veste Prada’... finché ci riesco, in ambito design e architettura. Inizio come segretaria in uno studio di architettura piuttosto importante e lì mi faccio la gavetta tra le peggio richieste, ma tengo duro finché arriva quello che sarà il mio lavoro per tanti anni. Inizio a lavorare come assistente di direzione in una galleria d’arte, all’inizio poche responsabilità e tanta gavetta, finché piano piano guadagno spazio, fiducia e affetto da parte dei titolari. Per me una seconda casa. Passo più tempo al lavoro che a casa.

Nel frattempo muore mia madre e quelli che dovevano essere i miei datori di lavoro per me diventano come una famiglia. Non c’è altro posto dove mi senta a casa se non lì, lavorando per la loro bellissima azienda, conquistando risultati con loro, giorno dopo giorno. Chi ci pensava ad un bambino? Stavo in ufficio fino a tardi, pensavo al lavoro anche quando ero fuori dall’ufficio. Ero ambiziosa e determinata e felice della stima che mi guadagnavo ogni giorno. Forse illusa, alla luce dei fatti.

Dal 2011 però, affiancando mia madre in una lunga malattia, inizio a sentire una spinta dentro verso qualcosa di più magico. La respingo ma ne sono continuamente attratta. Inizio a conoscere il Reiki, a praticare yoga, a partecipare con lei ad alcune serate di meditazione.

Più passa il tempo, più mi sento spezzata in due: un lavoro che non permette distrazioni e una spinta dentro che va in tutt’altra direzione.

Mi rimetto a studiare, occupando per un anno tutti i miei weekend e parto da qualcosa di impensabile per me: il make-up. Dopo un anno di Accademia, decido di propormi come make-up artist per le pazienti oncologiche, ma poco dopo mi rendo conto che la ferita per me è ancora troppo fresca.

Inizio a lavorare su di me, dormo poco, lavoro tanto e ogni momento libero lo sfrutto per conoscere di più di quella me oltre il lavoro.

Federica_maternity_CristinaMoxedano56 copiaFinche’ nel 2014 ri-incontro quello che oggi è mio marito. Con lui rinasco, rimetto a posto le priorità, inizio a dare spazio alla spinta che sento dentro. Divento operatrice Reiki nello stesso anno e secondo livello nel 2015 e inizio ad aprirmi alla vita, a respirare qualcosa di diverso oltre al lavoro, ma continuo a dirmi che devo lavorare, che so fare bene solo quello, che non posso deludere chi mi ha dato così tanta fiducia. E così … mi sento sempre più spezzata in due. Nel 2015 rimango incinta del mio primo bambino.

Ecco il punto di rottura, quello che per me ora è il punto zero sulla nuova linea del tempo. Purtroppo le cose non vanno come dovrebbero, e provo a ributtarmi sul lavoro, ma non trovo l’accoglienza di qualche mese prima. IMG_20180207_164608Rimango incinta nuovamente e ancora una volta il sogno si infrange e la spinta che sento dentro diventa sempre più forte finche’ a settembre del 2015 scopro di essere incinta di Micol, la mia bimba arcobaleno, e mi prometto di ascoltarmi, di volermi bene, di permettermi di fermarmi. Già dal primo aborto inizio un percorso con una meravigliosa psicologa, sviscero i miei desideri e capisco che voglio poter fare la mamma. Accetto la proposta di maternità anticipata da parte del mio ginecologo, viste le precedenti gravidanze, e mi ritrovo a casa, con la paura di deludere tutti, i miei datori di lavoro per primi, ma la consapevolezza di dovermi fermare.

In poco tempo al lavoro si dimenticano di me, che sembravo così indispensabile, ma che sarei diventata mamma di lì a poco, e quindi non più disponibile come prima. A fatica lo accetto ma stringo la mia pancia mi dico che lì dentro non voglio rimetterci più piede, che lo devo a me stessa, e alla mia bambina. Mi prometto che le cose cambieranno. A tre mesi di vita di mia figlia, mi iscrivo alla scuola di Operatrice Olistica Materno Infantile e scelgo di formarmi proprio per affiancare le mamme e a dicembre 2016 do le dimissioni volontarie per occuparmi di mia figlia, per vivere la sua e la mia crescita di mamma e di donna.

Oggi il mio primo lavoro è quello di mamma, e con Giorgia, amica e collega,  ho fondato l’associazione Le MaMi, per poter sostenere le donne dalla ricerca della gravidanza al post parto in questo periodo di cambiamento e così delicato. 50072382_402656870474226_5106625426709544960_oLe mie passioni, stanno finalmente creando il mio lavoro, lentamente, giorno dopo giorno, ma inizio a vedere una forma crearsi e questo mi rende così felice che mentre scrivo sorrido. Sono felice. Non tutti i giorni eh, non tutti sono uguali. Ma la maggior parte del tempo, sono felice di sapere finalmente chi sono, dell’amore che ho intorno, e di ciò che vedo crearsi intorno me. So che ho ancora tanta strada da fare, tanto da imparare ma so che ho degli ottimi compagni di viaggio con me. Mi capita di avere paura, paura di una attività in proprio, paura delle scelte radicali che ho fatto. Ma ho fiducia, perché da ciò che nasce con amore non può che nascere qualcosa che vibra dell’energia dei sogni.

MAMMA BIS

Gli ultimi mesi di gravidanza mi sono goduta Micol prendendomi una pausa da tutto, con un sacco di fatica perché anche lei come me sentiva che qualcosa stava cambiando e il nostro rapporto non sarebbe più stato esclusivo.

Ci sono giorni in cui mi mancano quegli abbracci infiniti con lei quando si addormentava in mezzo tra noi, con una manina alla mamma e una al papà, giorni in cui vorrei renderle le cose più semplici, dedicarle tanto tempo esclusivo ma poi mi scontro con le difficoltà quotidiane e le esigenze di due bambini piccoli e quel tanto tempo diventa poco poco e magari non va come nelle mie aspettative.

Federica_maternity_CristinaMoxedano68Giorni in cui come stamattina le aspettative le superiamo di molto perché apro gli occhi e la trovo che fa le pernacchie al pancino di Thommi e lui che ride. E loro e papà che mi guardano sorridendo perché non ho sentito la sveglia e come al solito gridò che ‘sono in ritardo’ e inizio a correre per la casa 😂 ( che poi in ritardo non arrivo mai, questo è il mio superpotere!)

Oggi sono stata al colloquio all’asilo di Micol, il mio primo colloquio da mamma che ho vissuto un po’ come quando chiamavano mia madre a scuola (😱) … ero pronta a tutto, contando che spesso dico parolacce in casa dimenticandomi che lei ripete tutto e che spesso ci sono giornate che sembrano Infinite tra pianti, richieste e miei tentativi di far svoltare la giornata a tutti e tre. Inutili tentativi spesso.

E invece mi hanno raccontato di quanto sei felice di stare all’asilo, che parli del tuo fratellino, della mamma e del papà mentre giochi con i tuoi compagni, non dici parolacce 😂 e ascolti sempre con attenzione quello che ti dicono.

Sono tornata a casa emozionata, emozionata perché so la fatica che fai a condividere la mamma e il papà e allo stesso tempo la gioia per la nascita di Thommi.

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Sono sentimenti contrastanti come quelli che provo io. Un amore infinito, che si è duplicato, l’immenso bisogno di stare con lui e l’immenso bisogno di stare e fare delle cose con lei, l’incredibile desiderio di stare con entrambi che si scontra spesso con la fatica quotidiana e l’incredibile desiderio di stare con ognuno di loro da sola.

5 minuti al giorno per vedermi più bella

52995383_428864017853511_1282785961129803776_oLa vedete la foto a sinistra? ecco io la mattina mi sveglio così 😂😂😂
E con 5 prodotti, in 5 minuti … sembro un’altra persona.
(nessun filtro)

Le volte che ho il tempo di mettere il rossetto mi sento anche meglio.

Potrei uscire struccata, non ci sarebbe niente di male, per me però che ero abituata a truccarmi sempre e comunque almeno un pochino, uscire struccata è come uscire in pigiama.

Ho due bimbi piccoli, tante cose da fare, poco tempo e sono sempre in ritardo su tutta la linea. Il mio segreto per uscire truccata tutte le mattine: 

💟pochi prodotti scelti accuratamente
💟una beauty routine consolidata
💟mi trucco sempre con la stessa luce artificiale e sempre nello stesso punto della casa
💟non testo nuovi prodotti se sono di fretta
💟ho snellito il più possibile le manualità

Questo è ciò che porto nei miei corsi di #self-makeup. 
Trucco pratico, veloce, che c’è e ci fa sentire più belle, più sicure di noi, in ordine, fresche.

Scopri di più!