Cos’è il work life balance e come ti aiuta ad avere successo?

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Cos’è il work life balance e come ti aiuta ad avere successo?

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Di recente ho letto una frase sul successo, su come solitamente lo misuriamo in base ai soldi e alla posizione lavorativa, quando invece una vera vita di successo dovrebbe includere anche crescita e consapevolezza nella sfera privata. Cos’è il work life balance? Una combinazione bilanciata tra la gestione del tempo libero vs il tempo di lavoro da freelance (e non solo).

La libera professione si prende tutto di te se non ci stai attenta. Parte dalla passione, dall’amore per ciò che fai, o meglio, così credo dovrebbe essere e così è per me. 

Ma quindi cos’è il work life balance?

Per capire cos’è il work life balance parti dal presupposto che non sei multitasking e che occorre il giusto bilanciamento tra vita personale e vita professionale.

Di fatto, se non mi do un limite, non mi accorgo del tempo che passa quando studio, né sento la fatica. Finché non ho imparato a dire di no e porre dei limiti con le mie coachee, mi rendevo disponibile in ogni momento, via WhatsApp, via email, via piccione viaggiatore, quasi fossi un pronto intervento. 

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Come se il mio valore professionale fosse dato dalla quantità della mia presenza e disponibilità. E no, non salvo vite umane. La mia reperibilità h24 non è necessaria.

E questo lo vedo ogni giorno con le mie clienti, ogni volta che in una pagina di vendita o in un post scrivono di essere disponibili post consulenza per dubbi e domande senza specificare la modalità (sì, le affianco a livello pratico per sviluppare o far crescere un business: scopri i miei servizi di business coaching).

Come sono i tuoi limiti?

Come sono i tuoi limiti? Fermi e saldi o sfocati e non ben definiti? Se tu per prima non poni limiti, non puoi prendertela con chi li supera. Se lasci la porta aperta mentre stai facendo altro, non metti un cartello ‘non disturbare’ e non dai indicazioni, non puoi prendertela con chi varca la soglia senza chiedere il permesso. 

Ognuno di noi è preso dalla sua vita, dalle sue priorità e incombenze. Ognuno di noi è preso dalle proprie urgenze ed emotivamente più o meno coinvolto e centrato, a seconda del momento che sta vivendo. Il che significa che quello che per te non è urgente, potrebbe esserlo per l’altro nella sua personale scala del tempo e non tutti hanno la stessa educazione e tatto nel farsi avanti. 

I limiti devi disegnarli tu. E poi comunicarli. Ecco cos’è il work life balance, ecco da dove parte il bilanciamento.

Con i clienti, con te stessa, con la tua professione

Con l’amica che sa che lavori da casa e ti viene a suonare per bersi un caffè a metà mattina, mentre stai lavorando, e ti tocca ogni volta ripetere che anche se lavori da casa, che appunto, stai lavorando (storia vera).

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Con tuo marito che ti chiede come mai non hai fatto la spesa, dando per scontato che visto che sei freelance hai più tempo libero e più flessibilità. E no, non ce l’ho con tuo marito, è un esempio come un altro, tratto dalle storie che le mie coachee portano in sessione. 

E tu stessa dovrai imparare a mandare a fanculo la lavatrice che ti chiama mentre stai scrivendo un post per Instagram (a proposito se ti serve un supporto segui Lofacciodigital, ti diamo tanti consigli pratici per iniziare!), e non stai effettivamente guadagnando dei soldi, ma seminando per farti conoscere. 

La libera professione ti fotte se non impari a gestirla

E può ingombrare le tue giornate, la tua mente e sconvolgere la tua routine. 

C’è un tempo per tutto (per la gestione del tempo nel lavoro: smetti di procrastinare). Un tempo per la creatività, uno per il lavoro con i clienti, uno per la comunicazione, uno per te stessa e uno per la tua famiglia, la tua casa, gli amici. Un altro ancora per la formazione. Come se fossero tanti slot di tempo separati tra loro. 

E no, non sei multitasking, è una cosa che ti racconti. Nessuno di noi lo è davvero. E per esperienza, prima imparerai a gestire separatamente ogni attività, maggiori saranno i risultati in termini di produttività nel breve e nel lungo termine. 

4 consigli per iniziare a settare il tuo work life balance

1 Mai lavorato col batching?

Il mio consiglio è di lavorare per batching, raggruppando blocchi di attività simili e organizzando al meglio le tue do do list anche in base al tuo livello di energia. 

2 Agenda sempre

Metti tutto in agenda, anche il tempo libero. E rinunciaci solo in caso di emergenza (tradotto ‘ se sei in ritardo con una consegna promessa ad un cliente e davvero non vuoi rinunciare alla tua puntualità’).

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3 Hai una routine?

Organizza una routine lavorativa anche se sei freelance. Sei tu a definire gli spazi per i tuoi appuntamenti, non i tuoi clienti. Poi qualche eccezione puoi farla e andare incontro ad un tuo cliente in un orario particolare, ma se continui ad assecondare ogni richiesta finirai per esserne stremata. 

4 Fai il download

Liste, quaderni, carta e penna sempre a portata di mano, ovunque. Scrivi tutto quando arriva e lascialo su carta (vanno bene anche le note del telefono) mettendo in agenda un momento per prendertene cura.

Come fosse un download dei pensieri. Scarichi, gli trovi uno spazio nel mondo reale e gli dai un appuntamento.

Lavora sulla tua idea di reperibilità!

Se ora sono diventata davvero brava ad organizzare il mio lavoro e porre dei confini tra vita privata e professionale, c’è stato un periodo in cui facevo davvero fatica a staccare completamente la testa dal lavoro (anche da mamma lavoratrice, che lavora a volte con bambini in casa). Controllavo continuamente le mail, i social network, rispondevo alle clienti anche di notte mentre allattavo. Come se il solo fatto di essere sempre connessa significasse ‘devo essere sempre disponibile’.

Pessima idea, perché ero molto più nervosa, con quella sensazione di non riuscire mai a mollare il colpo. cucinavo e guardavo il telefono. Andavo a letto e guardavo il telefono. La testa sempre a mille e la fatica si faceva sentire. Di notte allattavo e se mi veniva una idea creativa non riuscivo più a dormire. 

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C’è stato un momento in cui per obbligarmi a dare un freno alla mia reperibilità mentale ho comprato un secondo telefono dando il numero solo ad amiche strette e famiglia, così da poter spegnere quello lavorativo durante il weekend ed impormi di essere irraggiungibile, di non guardare le mail, di non stressarmi pensando a tutto quello che avrei dovuto gestire il giorno dopo o il lunedì dopo il weekend. 

Scegli i canali per comunicare

Strategia vincente ti dirò, che mi ha portato nel tempo a sviluppare la capacità di dire di dare le giuste priorità ad ogni cosa. E a scegliere quali potessero essere i miei canali di reperibilità con le mie clienti: non tutti, ma uno solo. Ho scelto la mail e ti spiego perché. 

Ho detto no agli audio, che mi invadevano la vita.

Posto che non salvo vite umane, e non c’è nulla per cui c’è bisogno di un mio intervento estemporaneo, ho notato che lasciando il numero di cellulare, ciò che accadeva è che spesso ricevevo messaggi vocali che iniziavano così ‘ ti mando un audio, che ora non riesco a scrivere, così intanto cucino/faccio la lavatrice…’ oppure ‘mentre guido ti mando un audio poi lo ascolti e mi rispondi quando hai tempo’. (Lo faccio anche io eh, ma con le mie amiche, ed è un discorso diverso, specialmente quando ero in preda alle maternità e veramente non avevo le mani libere, ma quando si tratta di lavoro è diverso.)

L’audio per quanto mi riguarda è il male assoluto in un rapporto lavorativo. 

Se ci pensi  dall’altra parte hai una persona distratta che mentre sta facendo altro farfuglia, senza preoccuparsi di trovare dentro di sé il dono della sintesi, qualcosa riguardo le sue preoccupazioni, dubbi e domande. Ti sembrerò cinica, ma se ci pensi è così per tutti. 

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Meglio una e-mail pensata

Sedersi al computer (o prendere in mano il telefono con attenzione), prendersi un momento per fare il punto della situazione, scrivere una mail organizzata, richiede attenzione, tempo e cura. E spesso il solo processo di farlo è maieutico. 

Ecco uno dei confini che ho disegnato nel tempo per proteggere la mia vita privata dalla mia vita professionale: niente audio. Niente messaggi WhatsApp. Anzi, ti dirò di più, non do nemmeno più il mio numero di cellulare ma assicuro alle mie clienti di rispondere alle loro mail entro 72h. 

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Giusto? Sbagliato? Lo puoi dire solo tu

Se costruisci il tuo personal branding intorno ai tuoi valori e impari a comunicare ciò in cui credi non sarà un problema. Se un cliente non mi dovesse scegliere perché non do reperibilità sul cellulare, non siamo fatti uno per l’altro. È questione di target. 

E per me è questione di sopravvivenza dei miei spazi extra lavoro, in un’era in cui siamo sempre connessi. 

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