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COME DARSI VALORE NEL LAVORO?

Una parte della mia attività di coach mi porta spesso in contatto con donne che si stanno reinventando e che hanno difficoltà soprattutto a darsi valore nell’ambito professionale.

Cosa comporta esattamente il darsi valore e come possiamo farlo senza cadere in scuse a cui non crediamo noi per prime? Quello che ti posso dire è che, come sempre, non esiste una formula magica in queste cose, ma solo tanta voglia di fare e di mettersi in discussione.

Darsi valore nel lavoro: cosa vuol dire esattamente?

Ci sono passata. Ci sono passata come dipendente e ci sono passata come libera professionista e, ancora, a tratti, ci lotto e sono eternamente in cammino. 

Dare valore al proprio lavoro significa dare valore al proprio tempo (fai un giretto anche dove ti parlo della gestione del tempo), alla propria formazione, alle proprie competenze, alla presenza, a volte slegata dal risultato imminente (dipende da che lavoro fai). Infine dare valore a se stessi come persona (crescita personale, ne abbiamo?). 

Dici poco.

Perché hai difficoltà a dare il giusto valore a quello che fai?

Non so se ci hai mai pensato, ma perché hai difficoltà a dare valore al tuo lavoro? Ora ti chiedo: sei soddisfatta di quanto guadagni? Sei soddisfatta del tuo tempo libero?

Se sei qui, e mi stai leggendo, temo proprio di no. Forse hai proprio la percezione di valere di più rispetto a quello che guadagni ma sei bloccata. Non chiedi l’aumento che ‘tanto non te lo danno” e probabilmente non alzi i prezzi che poi ‘non ti chiama più nessuno’

E magari fai anche un lavoro etico, e se alzi i prezzi ti senti pure in colpa perché non tutti poi possono permettersi i tuoi servizi. Poi c’è quella potenziale cliente che ti chiede lo sconto…

Che sia la sindrome dell’impostore, che sia la paura di metterti in gioco con le tue competenze, il trend va assolutamente invertito.

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Sindrome dell’impostore?

Come puoi essere felice e realizzata se senti che le persone intorno non ti riconoscono quanto vali?

Ricordo che da dipendente cercavo di fare sempre di più, la sensazione era quella di dovermi guadagnare fino all’ultimo centesimo e oltre del mio stipendio: non mettevo limiti di orario, facevo straordinario spesso non pagato, accettavo contratti di lavoro precario, tutto per quella sensazione continua di non essere abbastanza brava e di dover dimostrare continuamente il mio valore. Ad un certo punto avevo gli attacchi di panico e la psoriasi su tutte le unghie. Eppure per me darsi valore era anche questo.

Nei primi anni da libera professionista dicevo sempre di sì, lavoravo anche gratis per farmi conoscere, avevo paura a pronunciare i miei prezzi ad alta voce, scendevo a compromessi con il prezzo cercando di andare incontro ad ogni cliente purché comprasse i miei servizi. 

Risultato: all’inizio ugualmente appagante, era l’adrenalina a farmi sentire viva, quella voglia di mettermi in gioco e alla prova in una zona di comfort. Sì perché lavorare gratis mi metteva nella condizione di potermi permettere di sbagliare, di poter dare una giustificazione ad un’eventuale fallimento. Avevo paura di mettermi in gioco davvero. Di fatto raramente sbagliavo e se sbagliavo (ed è umano), cercavo subito di rimediare. 

È che c’è una bella differenza tra il fare esperienza e sentirsi continuamente un tirocinante. 

5 modi per darsi valore nel lavoro

1 Quando hai successo, facci caso

Successo, esatto. E parlo di piccole azioni, di riscontri giornalieri, non necessariamente di grandi imprese epiche. Questo aiuterà a capire, a te in primis, il grado di valore del tuo lavoro, e solo così sarai in grado di trasmetterlo anche agli altri.

2 Lavora sulla tua unicità!

Se sei libera professionista, un buon modo per lavorare sulla tua unicità è curare la tua brand identity, sulla tua comunicazione: parla con il tuo cliente ideale e non con tutti! 

Con una comunicazione efficace puoi conquistare i tuoi clienti, grazie ai tuoi valori e alle tue competenze: si creerà un rapporto di fiducia e il tuo valore sarà compreso e condiviso dalle persone che incontrerai.

3 Impara a dire no

Non sempre dietro ad una richiesta si cela un’opportunità! Darsi valore passa anche attraverso i no che devi dire.

Da dipendente non riuscivo mai a dire di no. Sono multipotenziale, imparo in fretta e ho la tendenza a prendere decisioni velocemente prendendomene la responsabilità completa: qualità perfette all’interno dei team che mi hanno sempre portata a sobbarcarmi di tantissimo lavoro a discapito del mio tempo e delle mie energie. 

Incinta di mia figlia le mie priorità sono subito cambiate e ho iniziato a dire di no fino ad arrivare al punto di rottura, licenziandomi e rimettendomi a studiare. 

Inizio la libera professione e mi ritrovo punto e a capo: dicevo di sì ad ogni collaborazione, ad ogni progetto, spesso gratuito, riempivo il mio tempo di mille cose e non focalizzate. Avevo sempre la sensazione di essere in rincorsa, di non guadagnare abbastanza e di investire tantissimo tempo a fronte di pochi risultati. Poi finalmente mi sono resa conto del mio valore professionale, ed ho iniziato a dire basta, e tanti tanti no.

Ho dovuto imparare a dire di no ed è stato difficilissimo, ho imposto i miei limiti e le mie regole, pur rimanendo flessibile nei confronti dei miei clienti. Tu sai dire di no?

Saper dire NO

4 Less is more 

Con il mio essere stacanovista, il mio buttarmi a capofitto e la mia paura di sbagliare, ho imparato tantissimo ed è stato un enorme investimento in termini di formazione. Il salto lavorativo l’ho fatto quando ho realizzato di non essere un’eterna tirocinante ma ho iniziato io per prima a considerarmi una professionista.

E con i no ho anche imparato che voler fare troppo non è sempre sinonimo di far bene. Ad oggi, amo coccolare le mie clienti con qualcosa in più, perché amo il mio lavoro e quel qualcosa in più fa parte della costruzione del mio valore. Ma nulla è scontato, perché strafare non è sempre la strada giusta, anzi, quasi mai lo è a dire il vero.

Less is more come stile di vita professionale, che non vuol dire non evolverti, ma anzi significa farlo costantemente a piccoli passi. I tuoi passi, che non devono ricalcare necessariamente i passi degli altri.

5 Racconta le tue vittorie

Non aver paura di parlare dei tuoi successi, parlarne serve a te ma anche agli altri per capire il tuo grado di competenza. Scegli tu il modo più adatto al tuo business, blog, social (Instagram, Linkedin, Community), podcast, video YouTube… sfrutta le potenzialità della rete per rendere potente il tuo messaggio e il tuo valore.

Tranquilla, puoi farlo senza cadere nel banale ed essere eccessivamente a

6 Costruisci il tuo valore

Si hai letto bene, devi costruirlo tu il tuo valore. Passo passo, giorno dopo giorno. Lo puoi fare continuando a formarti, e a lavorare con passione.

Lo puoi fare anche iniziando a pensare a dei prezzi in linea con le tue reali competenze (so che non è facile), e non accettando tutto quello che ti capita. Essere freelance vuol dire anche poter scegliere con chi lavorare.

Quando io ho iniziato a dare valore al mio tempo e al mio spazio, come per magia intorno a me le persone hanno iniziato a rispettare i miei confini, e soprattutto, a guardarmi con il giusto valore professionale.

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Costruire Valore in rete

In conclusione

Non è magia, ma solo voglia di fare. Parti dalla consapevolezza di te, delle tue vittorie, costruisci la tua identità professionale senza paura. Se poi pensi di aver bisogno di un supporto, prova a sbirciare tra i miei servizi di Business Coaching, sono sicura che insieme troveremo il modo per valorizzare la tua attività professionale.