MAMMA BIS

Gli ultimi mesi di gravidanza mi sono goduta Micol prendendomi una pausa da tutto, con un sacco di fatica perché anche lei come me sentiva che qualcosa stava cambiando e il nostro rapporto non sarebbe più stato esclusivo.

Ci sono giorni in cui mi mancano quegli abbracci infiniti con lei quando si addormentava in mezzo tra noi, con una manina alla mamma e una al papà, giorni in cui vorrei renderle le cose più semplici, dedicarle tanto tempo esclusivo ma poi mi scontro con le difficoltà quotidiane e le esigenze di due bambini piccoli e quel tanto tempo diventa poco poco e magari non va come nelle mie aspettative.

Federica_maternity_CristinaMoxedano68Giorni in cui come stamattina le aspettative le superiamo di molto perché apro gli occhi e la trovo che fa le pernacchie al pancino di Thommi e lui che ride. E loro e papà che mi guardano sorridendo perché non ho sentito la sveglia e come al solito gridò che ‘sono in ritardo’ e inizio a correre per la casa 😂 ( che poi in ritardo non arrivo mai, questo è il mio superpotere!)

Oggi sono stata al colloquio all’asilo di Micol, il mio primo colloquio da mamma che ho vissuto un po’ come quando chiamavano mia madre a scuola (😱) … ero pronta a tutto, contando che spesso dico parolacce in casa dimenticandomi che lei ripete tutto e che spesso ci sono giornate che sembrano Infinite tra pianti, richieste e miei tentativi di far svoltare la giornata a tutti e tre. Inutili tentativi spesso.

E invece mi hanno raccontato di quanto sei felice di stare all’asilo, che parli del tuo fratellino, della mamma e del papà mentre giochi con i tuoi compagni, non dici parolacce 😂 e ascolti sempre con attenzione quello che ti dicono.

Sono tornata a casa emozionata, emozionata perché so la fatica che fai a condividere la mamma e il papà e allo stesso tempo la gioia per la nascita di Thommi.

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Sono sentimenti contrastanti come quelli che provo io. Un amore infinito, che si è duplicato, l’immenso bisogno di stare con lui e l’immenso bisogno di stare e fare delle cose con lei, l’incredibile desiderio di stare con entrambi che si scontra spesso con la fatica quotidiana e l’incredibile desiderio di stare con ognuno di loro da sola.

Gatti e gravidanza

Tantissime volte mi capita di sentire storie in cui qualcuno dice alla mamma in gravidanza di stare attenta ai gatti di casa per via della possibilità di contrarre la toxoplasmosi. Molte volte sento di gatti effettivamente dati via per paura di contrarla. Altre volte sento di gatti abbandonati perché potrebbero fare male ai bambini.

Gede è arrivato nella nostra famiglia dopo le mie prime due gravidanze, ha guarito tante delle mie ferite e noi ci siamo occupati di lui rimettendolo in sesto, ha coccolato Micol dal primo giorno e ora coccola Thomas sempre. Giorno e notte, al punto che la notte prima o poi finirà che sbaglierò a chi dare la tetta nel buio😂

Ho tre gatti. 
Non ho mai contratto la toxo. Semplicemente ho adottato qualche piccolo accorgimento nel cambiare le lettiere: guanti e lavarmi le mani dopo. Non è comunque così semplice come si pensa contrarre la toxo dal gatto.

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Gede in particolare ha partecipato anche al parto in casa, andando avanti e indietro per il corridoio come quelle scene dei film dove il parente passeggia velocemente per il corridoio. Gli mancava giusto la sigaretta in bocca 😂😂😂 si é affacciato anche alla vasca da bagno nella fase espulsiva per controllare come stavo ❤

Quasi 30 anni, 30 settimane di Thomas, e i tuoi due anni appena compiuti

Thomas ha 2 mesi e mezzo, Micol 2 anni e mezzo. Incinta di Thomas, spesso mi sono chiesta come sarebbe stata la vita a 4, spesso ho sentito il bisogno di trovare uno spazio per i miei pensieri, così ho scritto tante lettere per Micol, con l’idea di dargliele forse un domani, con l’idea di non perdere il ricordo di quelle emozioni che mi hanno accompagnato specialmente nelle ultime settimane… qui una di quelle lettere, che mai come in questi giorni mi fa bene rileggere. A volte la stanchezza prende il sopravvento e le difficoltà di una mamma di due bimbi piccoli si fanno sentire. Rileggere queste parole mi da forza, mi ricorda che siamo una squadra, e che supereremo anche le difficoltà di questo periodo così bello ma così intenso.

 

2 giugno 2018 – Per Micol

Quasi 30 anni, 30 settimane di Thomas,

e i tuoi due anni appena compiuti.
Con l’avvicinarsi del tuo compleanno qualcosa è cambiato dentro di me, un amore più consapevole, più profondo, sempre più avvolgente, materno e nostalgico. Quest’anno ho voluto fortemente festeggiarli i tuoi due anni, la prima volta che davvero avrei voluto gridare al mondo ‘guardate il mio cucciolo!Sono la sua mamma’

Non ho mai festeggiato veramente la tua nascita, non ho voluto nemmeno fare grandi cose per il tuo primo compleanno, non perché non fossi fiera di averti nella mia vita piuttosto per la paura di non meritare così tanto, per la paura di essere con te al centro dell’attenzione.

Quest’anno festeggiando te, ho festeggiato i miei anni di mamma, non solo due anni, i miei quasi quattro anni da mamma di una bimba di arcobaleno. E li ho festeggiati con il grembo in pace, sicuro, pieno di amore per te e il tuo fratellino in arrivo.

PicsArt_06-26-04.19.22Solo ora, riesco a guardarmi indietro e riconoscermi la fatica che ho fatto per imparare ad occuparmi di te, per imparare ad accarezzarti, per imparare a giocare con te e solo ora guardando avanti non ho paura di sbagliare. So che sbaglierò altrettante volte ma ho imparato a permettermi di farlo, a crescere con te.

Un giorno vorrei tu leggessi questa lettera che oggi sto scrivendo per te, penso te la farò trovare negli album di foto che sto preparando così che tu possa sapere come mi sono sentita. I ricordi, si sa, spesso sfuocano, spariscono, le emozioni del momento si perdono in ricordi più grandi e io non voglio perdermi nemmeno un momento di te e di me.
Sta per arrivare Thomas nelle nostre vite. Amore mio, io non so dirti come sarà, ma so dirti che cercherò di fare sempre il possibile per non farvi mancare il mio amore, per non farti mancare nemmeno un abbraccio o un bacio.
Negli ultimi due mesi sei cresciuta così tanto… ora ho davvero la sensazione tu capisca ogni cosa delle parole che ti dico. Parli con me, chiacchieri, canti, balli, corri, mentre usciamo di casa mi chiedi il tuo cappello, la tua borsa o il tuo zainetto (e sei tu a decidere cosa portare con te per l’uscita), scegli tu che scarpe vuoi mettere. IMG_20180207_164608

Ti ho sempre vestita con i pantaloni per comodità e ora quando ti vedi con un vestitino o indossi qualcosa di diverso, ti fermi a guardarti davanti allo specchio ‘Bellaaaa!‘, esclami.

Sei vanitosa e spiritosa, chiacchierona e buffa, intelligente, davvero tanto intelligente, e con un sorriso che apre il cuore. Sei anche permalosa, ti offendi se mi arrabbio con te o se non ti ascolto, determinata e testona. E sei dolce, dolce in un modo che non avrei nemmeno potuto immaginare. Sei sensibile e affettuosa.
Stai aspettando Thomas con me, conosci le mie emozioni. Mi hai vista ridere, gioire, piangere aspettandolo. Mi hai vista stanca, a volte stanchissima, a volte nervosa. Hai imparato a chiedermi ‘come stai mamma?‘ e ti giuro vorrei non perdere mai l’immagine del tuo viso mentre me lo chiedi. Sei così grande e premurosa nell’occuparti di me. ‘Perchè piangi mamma?’ e corri ad abbracciarmi. A volte penso che sia tu a sapere meglio di me cosa fare.

Tre settimane fa, due anni appena compiuti, hai iniziato a chiedermi tu di dormire nel tuo lettino di fianco al nostro lettone. In una settimana hai smesso di chiedermi il seno, hai capito quanto difficile fosse per me fisicamente continuare l’allattamento e mi hai insegnato a coccolarti in un altro modo. Ero terrorizzata dall’arrivo di questo momento, a volte tanto atteso, a volte così spaventoso. Pensavo ti saresti allontanata da me e invece abbiamo trovato un modo bellissimo e più intenso di stare insieme. Ti accoccoli a me, mi accarezzi il seno, dai un bacino alle ‘tue titte’, scegliamo insieme le coccole che preferisci ricevere. Ti piacciono i grattini delicati sulla schiena, e sul pancino. E a volte la combo. Ti metti in mezzo tra me e papà e lanci una gamba su di lui così che possa coccolarti gambina e piedino, e una su di me per lo stesso motivo, mentre con l’altra ti accarezzo la pancia. Adoro passare le mie dita sul tuo ombelico. Solo ora che sto vivendo la gravidanza di Thomas in maniera serena, mi rendo conto di quanto siamo state legate anche quando eri nella mia pancia. Ora e solo ora riesco a rendermi conto del grandissimo dono che è la gravidanza.

Altre volte, ti addormenti solo chiedendo che ti si tenga la mano, una a me e una a papà e sei così serena nel farlo, che spesso mi addormento guardandoti.

Prima delle coccole, mi chiedi di leggerti una storia, da un mesetto è il libro della parrucchiera, che conosci a memoria, e se non basta leggiamo anche la scimmietta, la primissima storia che ti ha appassionata. Io gioco a saltare le parole così’ che possa dirle tu, e aspetto quella risatina che fai sempre alla stessa pagina.

Quanto mi stanno regalando questi ultimi mesi.

Da sola hai scelto anche quando togliere il pannolino. Ed ecco che in due settimane, hai imparato anche questo.

IMG-20180709-WA0021Grazie amore mio. Grazie per aver reso tutto questo così semplice. Grazie perchè avevo paura di tutti e tre i passaggi e tu li hai resi facili. Grazie perchè non sapevo come fare e mi hai indicato tu la strada.

Io mi sono semplicemente fidata di te.

15 ottobre – Giornata del lutto perinatale

Giornata del lutto perinatale

Ho quattro figli.
Due di loro, i primi due, non posso abbracciarli, ma questo non significa che non esistano.

Nel 2015 ho avuto due aborti, uno intorno alle 12 settimane e un bimbo perso di sole 6 settimane e quei bimbi li porto nel cuore.

Un maschio e una femmina, forse, così sentivamo.

Ci hanno insegnato tantissimo in poco tempo e ci hanno fatto davvero capire quanto desiderassimo entrambi essere genitori. Ci hanno fatto crescere velocemente e con fatica. Abbiamo fatto tanta strada da allora, da quel primo ‘non c’è più battito’, da quel primo raschiamento.

44234865_352350552171525_2926034027603296256_oRicordo ancora come fosse oggi cos’ho provato alle parole ‘non c’è più battito’, fredde, distaccate. ‘Signora succede. Siete giovani.’ Ricordo bene il pomeriggio sdraiati sul divano abbracciati piangendo entrambi per quel bimbo che tanto avevamo desiderato e il giorno del raschiamento, quando piangevo prima di entrare in sala operatoria dicendo a mio marito ‘non voglio più figli. mai più. ‘
Mi sentivo morire dentro e ancora di più perchè non potevo parlarne, perchè in pochissimi avrebbero capito veramente quanto stessi soffrendo.
E dopo qualche giorno, tutto come se non fosse successo niente e noi che sentivamo un vuoto dentro incredibile. Io che mi toccavo la pancia e sentivo un groppo in gola.

E qualche mese dopo di nuovo incinta, felice e spaventata, penso: ‘ non mi capiterà più dai’. Partiamo per le vacanze, sta andando tutto bene finchè una mattina mi sveglio e capisco che qualcosa è andato storto.

Di nuovo.

Ci siamo sentiti soli, spesso non compresi.
Ci siamo stretti tra le braccia, tenuti la mano.
Sono stata seguita da una psicologa per quasi due anni, fino ai 6 mesi di Micol quando ho sentito che quel dolore si era trasformato ed ero pronta a lasciarlo andare.

È importante parlarne: è un dolore di cui si parla poco, l’aborto spontaneo non si nomina e rimane spesso un tabù. Così solo quando ti succede lo scopri, e scopri che è successo a tante.

Non dovrebbe essere così.

È un lutto a tutti gli effetti per chi lo vive ed è giusto che si possa avere lo spazio per parlarne se se ne sente il bisogno. E più di tutto è importante parlarne perchè intorno ad una coppia che sta vivendo un momento così delicato ci vuole dolcezza e comprensione e non un ‘massi, eri incinta di poco’, ‘vabbè dai non era ancora un bambino’, ‘dai siete giovani’ ( tutte frasi che ci siamo sentiti dire).

A volte basta un abbraccio, di quelli sinceri, che vale più di mille parole.