A cosa serve creare eventi dal vivo se sei libera professionista?

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A cosa serve creare eventi dal vivo se sei libera professionista?

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Te lo ricordi il mondo prima del 2020? 

Eri già una libera professionista prima del 2020? Gli eventi dal vivo erano pane quotidiano, e non solo, come potresti immaginare per realtà aziendali strutturate, ma anche nel mondo fluttuante e dinamico della libera professione. Di fatto, la creazione di eventi porta con sé tanti vantaggi di business considerevoli: allora perché non iniziare a pensarci sul serio?

Eventi dal vivo: non solo formazione

Associamo facilmente gli eventi dal vivo professionali all’ambito della formazione, ed effettivamente, connettere momenti formativi a momenti di incontro e networking, può essere una chiave interessante, ma ovviamente, tutto dipende dal tipo di business!

Ma gli eventi dal vivo possono essere finalizzati e collegati anche ad altri obiettivi, non direttamente connessi alla vendita o alla monetizzazione, quanto piuttosto indirizzati verso la creazione di valore e di personal branding.

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Com’erano gli eventi prima del 2020?

Io me lo ricordo bene il mondo prima del 2020 perché ho iniziato a formarmi oltre la mia vita da dipendente che era il 2012 e ogni formazione mi costava interi weekend, magari lontana da casa, e con i costi da sostenere di più notti fuori. L’esperienza contava, faceva da contorno, invogliava a comprare un nuovo corso, una nuova formazione, e gli altri corsisti diventavano compagni di colazioni, pranzi, e cene, dei veri propri compagni di viaggio. I legami si stringevano velocemente e il contatto sui social si generava successivamente. Eri costretta ad uscire in qualche modo dalla zona di comfort e farti conoscere.

Poter partecipare ad una formazione o ad un evento non era scontato, e richiedeva un buon grado di organizzazione e sacrificio, che nel mio caso specifico spesso significava muovermi di corsa dopo 10 ore in ufficio o non riposarmi nemmeno un po’ il weekend. 

Mi sono licenziata nel 2016, diventando mamma e facendo una formazione dal vivo, durata 18 mesi, in cui ogni weekend prevedeva il mio spostamento con una bambina piccola, allattata esclusivamente al seno, con me, e mio marito ‘costretto’ a stare nei paraggi per permettere a me di studiare e alla bambina di poter stare con me ogni volta che ne aveva bisogno senza stressarsi (e tante neomamme attuano lo stesso cambiamento di lavoro dopo la maternità).

Cosa ti lascia un evento dal vivo?

Ti racconto queste cose perché quei corsi ed eventi dal vivo mi hanno dato tutto in termine di networking. Non sono stati certo una scampagnata, ma quello che ho imparato dal vivo ha decisamente avuto un’intensità diversa in termini di esperienza e legami. 

L’Accademia di coaching per esempio, l’ho iniziata in classe dal vivo, per poi viverla online in pieno covid e terminarla in aula (ecco chi sono). 

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Ora, non sto assolutamente dicendo che la formazione online non sia altrettanto valida, anzi. Io stessa, attraverso la mia azienda Lofacciodigital vendo anche formazione online. Trovo che sia un’opportunità pazzesca quella di poter accedere ad un corso direttamente da casa. Così come credo che il fatto che molti professionisti abbiano adattato la loro professione al mondo online, non possa che essere una rivoluzione in termini positivi, perché è un tema di accessibilità e di scelta.

L’accelerata verso il digitale

L’accelerata verso il digitale che abbiamo vissuto nel 2020 ha generato nuove professioni, e ci ha messi a confronto con il nostro avatar virtuale, a volte anche più intraprendente di quanto non lo fossimo fisicamente. Per altri è stato ed è ancora un ostacolo e continuano a rimanere nostalgici verso il mondo precedente. 

Tutti i primi anni di Partita IVA ho lavorato dal vivo, sul territorio di Milano e Monza Brianza. Ho aperto un’associazione di sostegno alle madri e alla genitorialità, e mi sono mossa sul territorio (con volantini, eventi, patrocini, ecc.) andando avanti un passo alla volta senza mai perdermi d’animo. Anche quando avevo 20 iscritte ad un incontro informativo e ne presentavano 2 perché diluviava, fino a ritrovarmi l’agenda piena di appuntamenti e aver generato un giro di passaparola inarrestabile.

Sai quante persone ho conosciuto muovendomi dal vivo?

Tantissime, più di quante immagini! Spingendomi a chiedere un appuntamento con un professionista sul territorio per parlare di un’idea o di un progetto. Non sai quanti eventi ho coordinato e quanti professionisti ho avuto modo di conoscere in ogni situazione. 

Non c’era altro modo di far crescere il proprio progetto, prima della Pandemia, se non quello di muoversi attivamente e proattivamente sul territorio e fare networking. Non fraintendermi, i blog, i siti web, anche Instagram, esistevano anche allora, ma non venivano utilizzati con la stessa frequenza e attenzione con cui ci si punta oggi.

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Se sono rimasta in piedi nel 2020 come professionista, nel settore materno infantile, e con un lavoro, come quello della consulente babywearing (quindi davvero di contatto), è stato perché oltre a muovermi dal vivo, avevo già sviluppato nel tempo un setting online: avevo già un mio sito web, una newsletter, una lista broadcast, i volantini, un gruppo Facebook attivo con all’interno le mie clienti, e un profilo ig dove ho iniziato a pubblicare i primi video proprio in quel periodo. La somma di tutto questo mi ha tenuto in piedi quando ho lanciato le prime consulenze online il 5 marzo del 2020. 

Può un mondo esistere senza l’altro?

Secondo me non a lungo, e considera che uno non esclude l’altro perché ormai sono complementari. 

Ecco il motivo per cui con le mie clienti spingo moltissimo anche sul muoversi sul territorio, scoprire chi hanno intorno fisicamente, non solo facendo una ricerca di mercato online, tornando a passeggiare per le vie dei loro paesi, e dando un occhio alle vetrine dei negozi, alle targhe sui citofoni. E ancora, le esorto a creare dei momenti di incontro con i loro clienti, perché nulla può essere più forte di vedersi dal vivo: è un rapporto di fiducia che si genera sempre più forte tra te e il tuo potenziale cliente e tra te e gli altri professionisti. 

Instagram è una grande opportunità ma non l’unica!

La concorrenza online è sempre di più e i costi per mantenere attiva la propria comunicazione sono sempre più alti in termini di tempo, di formazione e di risorse economiche da mettere in campo. 

Lavoro esclusivamente online, ma continuo a muovermi per eventi ed occasioni in cui posso conoscere persone, in cui posso lasciarmi davvero incuriosire dalle loro vite, con il cellulare in tasca e fissandole negli occhi. 

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Ricordati che nei social network l’attenzione che troverai non sarà mai alta come quella che puoi trovare dal vivo, e 20 persone in una stanza fisica che ti danno la loro attenzione, varranno più di 100 persone online, che probabilmente ti ascolteranno nei ritagli di tempo mentre faranno altro.

Come sono gli eventi post pandemia?

Post pandemia c’è un naturale bisogno di contatto, di guardarsi e anche vedersi dal vivo! C’è molto fermento, e ormai stanno tornando tantissimi eventi che erano stati sospesi mesi fa, sia afferenti alla sfera professionale che a quella personale (concerti; retreat; ecc.). Cosa è cambiato?

Di certo, il fatto che apprezziamo tutti di più il poter partecipare a qualcosa di reale e tangibile, ma anche la percezione molto più forte di partecipare a qualcosa di unico, rispetto agli eventi online. Infatti, pur a parità di condizioni (stesso programma; stessa ora, ma uno dal vivo ed uno online), succede che l’evento dal vivo appaia ai nostri occhi ben più importante, unico o completo.

Altra nota di cambiamento riguarda il rinnovato connubio online e dal vivo, che, se pre-pandemia non era sempre così scontato, adesso la tendenza sempre più forte è quella in cui una cosa non escluda l’altra (quindi dal vivo, ma anche dando la possibilità di partecipare in remoto, e dunque acquistando i biglietti online). Insomma, porte che si aprono! Perciò possiamo dire che di cambiamenti ce ne sono tanti, ed è anche giusto sia così, a maggior ragione se questi nuovi modi di concepire gli eventi, poi ci aiutano anche a dar più valore alle dinamiche del reale, rispetto alla sfera professionale, ma anche privata.

Online e offline non sono nemici

Online e offline non sono nemici, anzi, sono uno il proseguimento dell’altro, e viceversa. Di fatto, se ci pensi, quando segui attivamente la comunicazione di qualcuno, ti sembra di conoscerlo da sempre, ne riconosci i modi e il tono di voce, e si genera un rapporto di fiducia anche a distanza. Ma quanto tempo ci vuole rispetto a se tu quel qualcuno lo avessi incontrato dal vivo? 

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  • Se stai partendo come libera professionista ti consiglio di creare il tuo avatar online, tenerlo attivo, e parallelamente muoverti sul territorio, cercando occasioni e connessioni. Immagina un circolo per cui online e offline si parlano continuamente e si nutrono uno con l’altro. Quindi sì anche agli eventi dal vivo!
  • Se sei già partita con l’online, non dimenticarti del territorio e pensa a come creare maggior valore per le tue clienti attraverso le esperienze dal vivo.
  • Se lavori da sempre dal vivo e non hai ancora una presenza online, ricordati che conosci solo la potenza del passaparola e non hai idea dei vantaggi che può dare una comunicazione anche online, quindi stai guardando solo al 50% di opportunità. E se le osservassi tutte?

E non dimenticarti che l’immagine, il personal brand, non esistono solo online, ma in tutta la tua comunicazione, anche la buona vecchia comunicazione cartacea, che qualcuno tende a dimenticare.

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