Cambiare lavoro a 40 anni: chi dice donna dice evoluzione

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Cambiare lavoro a 40 anni: chi dice donna dice evoluzione

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La soglia degli anta è sempre stata molto sentita, soprattutto per quanto riguarda l’universo femminile. Il corpo cambia, è vero, ma succede che a cambiare siano ancor di più le aspettative e i desideri. Tanto che, non è raro che proprio in procinto degli anta, le donne si reinventino dal punto di vista personale e professionale. Così, cambiare lavoro a 40 anni, è finalmente una cosa sempre più diffusa, e dico finalmente perché trovo bellissimo riprendere in mano la propria vita a qualsiasi età.

Ho avuto il grande onore di scrivere la prefazione del libro di Federica (Libera, Salti e altre storie, corri su Amazon), che ti raccomando di leggere proprio perché nella sua storia ci rispecchiamo, perché sentiamo che ci sono anche parti delle nostre storie, perché il giorno 0 arriva per tutte. Non spoilero oltre!

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Cambiare lavoro a 40 anni: i numeri

Partiamo dai numeri, non solo quelli riferiti all’età, ma quelli riferiti piuttosto alle donne (certo lo fanno anche gli uomini eh) che decidono cambiare lavoro in questa fascia di età. Ovviamente, precisiamo che si dice 40 come spartiacque indicativo, ma sostanzialmente si fa riferimento alla fascia 35/45 anni.

Ti ricorda qualcosa? Sì, è anche una fascia che interessa la maternità. Ne abbiamo infatti parlato, e sappiamo già che ben 3 donne su 4 prendono questa decisione già dopo la maternità. Non è decisamente un caso: la maternità ti cambia, sia emotivamente che a livello pratico (con esigenze e stile di vita differenti).

La verità è che 4 donne su 10, proprio nella fascia tra i 35 e i 45 anni non lavorano. Un dato veramente emblematico se lo si rapporta all’altra metà mela, cioè agli uomini che, in media, lasciano fuori solo un 15% (ti lascio i dati Randstad 2021 per approfondire, con fascia allargata di età, per differenza di genere).

Cosa accade dal 2020?

A completare questo quadro ci ha messo il becco la pandemia mondiale di Covid19. E qui i numeri sono chiarissimi: 42.000 genitori di bambini tra gli 0 e i 3 anni si sono dimessi, e di questi ben il 77% dei casi riguarda le donne. La cosa poi interessante è che gli uomini che si licenziano, per la maggior parte, lo fa per formarsi e cambiare lavoro, le donne dichiarano di farlo (anche in condizioni economiche complicate) per la cura dei familiari. Insomma, nessuna sorpresa se ti dico che c’è un importante divario tra universo femminile e maschile.

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Cosa succede a 40 anni? 7 motori del cambiamento

Quindi dato tutto questo scenario cosa succede alle 40enni per spingerle a cambiare lavoro, magari licenziandosi proprio in quel momento?

Ci sono tantissime storie, tante diverse implicazioni, che non basterebbe un intero libro per parlarne. Lo sa bene la stessa Federica, che svolge l’attività di coach e strategist, per accompagnare le donne a settare obiettivi, e a raggiungerli, per la rinascita professionale che stanno cercando (vuoi lanciarti nella libera professione con un business tutto tuo? Scopri tutti i servizi!).

La molla del cambiamento non è la stessa per tutti, ma proviamo a dare delle motivazioni generiche, 7 motori del cambiamento, scommetto che in alcuni potresti ritrovarti anche tu:

1 I bambini crescono

Intorno a quella fascia d’età i bambini sono un po’ più grandi, o verosimilmente, se sono neonati sono 2° o 3° figli, e quindi la donna vive la maternità con più serenità. O, perlomeno, come qualcosa di noto, dato che ne ha già fatto esperienza.

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Così, piano piano, fa capolino anche in lei il bisogno di affacciarsi fuori e vedere cosa c’è. E se sta facendo un lavoro che non le piace, o poco stimolante, o altro, è certamente un momento in cui si pone delle domande.

2 Le idee si schiariscono

Quando cresci non acquisti solo rughe o capelli bianchi, ma inevitabilmente, anche se ci fai poco caso, cominci ad avere le idee più chiare da tanti punti di vista. Nelle amicizie, con la famiglia di origine, nelle relazioni tutte, e anche nel lavoro.

Vogliamo dire che si diventa più esigenti? Forse. Di certo più consapevoli, parola di 41enne allo sbaraglio!

3 La femminilità e le mestruazioni

Il corpo che cambia fa paura, ma la ricchezza dell’età sta anche nel vivere quella paura facendone un dono. Sai che la menopausa è più vicina, e comunque, anche se sei ancora giovane, senti di aver varcato la soglia definitiva tra giovinezza ed età adulta (cosa che a 30 anni non avverti allo stesso modo, garantito!). La femminilità stessa diventa ricchezza, cambiamento, resilienza (se poi hai imparato anche a capire il potere delle mestruazioni nel lavoro, cominci proprio a fare sul serio).

4 Hai capito il tuo valore

Solitamente è in questa fascia d’età che inizi a riconoscerti delle cose:

  • ti dici brava per quello che hai costruito;
  • vedi del valore inespresso;
  • vorresti esaltare delle attitudini;
  • credi in un progetto/idea.
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5 Non ti piace il tuo lavoro attuale

Altra motivazione, fortissima riguarda l’attuale lavoro: potrebbe non soddisfarti dal punto di vista dell’attività, oppure detesti come ti trattano; o ancora è un ambiente che non ti si addice; o magari sono richiesti sforzi fisici (distanze; turni, ecc.).

6 Vuoi crescere economicamente

Aspirare alla crescita economica, anelare al successo economico, voler fare carriera e realizzarsi nel lavoro: non sono solo cose da uomini! Ripetiamolo insieme e gridiamolo forte!

Non solo non è sbagliato, ma è proprio bello avere ambizioni. A lungo mi sono nascosta dietro a un dito, dicendo che io non ero ambiziosa, poi in psicoterapia ho capito quanto fosse un riparo, una scusa che davo a me stessa per non affrontare le mie paure (succede anche a te?).

7 Vuoi passare da sogno a realizzazione

E questa è la consapevolezza più bella e anche la passione più forte, quella ti spinge a fare di tutto pur di realizzare il tuo sogno. Proprio come ho fatto io, come ha fatto Federica e come ancora facciamo tutte, perché sì, stavolta ti spoilero che non si smette mai di accelerare (come uscire dalla zona di comfort?).

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Perché cambiare lavoro a 40 anni fa paura?

Ti fa paura perché lasci il noto, per quanto magari non ti renda felice, per qualcosa di ignoto. Questo fa sempre paura e posso dirti che è più che normale. Io ho iniziato la mia rinascita professionale (e la chiamo così perché questo è stato per me) a 38 anni, con due bimbi di 4 e 2 anni da gestire da sola e tanti altri dubbi e peripezie che solo una multipotenziale può capire!

Cambiare lavoro a 40 anni: risvolti sociali

Sul fronte sociale, mettersi in gioco a 40 anni e cambiare lavoro, pare quasi un dover sempre rendere conto agli altri con cose del tipo “ma hai già un lavoro, sei pazza”. Ma cara amica, se sei arrivata a leggere fino a qui vuol dire che sei pronta ad affrontare tutto.

Non devi giustificarti se vuoi essere felice! Quello che devi fare è agire in un modo più organizzato possibile (ecco, per quanto possibile).

Come fare a cambiare lavoro a 40 anni?

Ecco qualche dritta per te, ma la più importante è solo una: credici e agisci. Se aspetti diventeranno 50 in un attimo!

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  1. Definisci il tuo piano (quando lasciare il lavoro; e come organizzarti se prevedi un periodo senza introiti tra un’attività e l’altra);
  2. rifai il CV aggiornato se devi mandarlo ad aziende o attività;
  3. smetti di auto-sabotarti o trovare scuse!
  4. diffondi la voce tra i tuoi contatti, magari dei conoscenti sono a conoscenza di posizioni aperte.

Come cambiare lavoro e diventare freelance?

Se il piano è diventare freelance inizia da:

In entrambi i casi (freelance o nuovo posto di lavoro da dipendente), condividi la tua volontà con il tuo partner, perché se si è in due occorre stabilire insieme vari passaggi, in modo tale che il nucleo famigliare sia comunque protetto. certo se poi ti fanno mobbing, e andare a lavoro è proprio un incubo, allora direi che la scelta è già presa (my personal opinion).

5 Regole d’oro per sempre!

Ci sono poi 5 regole d’oro che tutte noi dovremmo cercare di seguire sempre:

  1. basta rimandare;
  2. basta stare a guardare o attendere;
  3. basta impostori;
  4. basta sminuirsi e non darsi valore;
  5. basta mettere sempre gli altri prima (non è certo sbagliato in assoluto, ma quello che intendo dire è di pensare anche a te!).
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E se poi non ci riesco che faccio?!

Se poi non ci riesco ci riprovo, fino a quando avrò fiato, passione ed entusiasmo per farlo. Non si arriva al raggiungimento della meta attraverso una strada liscia, le difficoltà ci saranno sempre, grandi o piccole che siano. La vera differenza la fanno la forza e la determinazione con cui ti rialzi, e quello che ti porti dietro quando rinasci… Libera.

Grazie per aver letto, poi fammi sapere se lo hai fatto davvero! Raccontami tutto se vuoi, ti aspetto su Instagram (@marika_maino).

Riki

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