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Impara a dire no: è un sì verso te stessa!

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Ci sono delle cose che non devi rincorrere, perché il tempo aiuta a capirle, a farle proprie, a viverle con consapevolezza. Se ti senti sopraffatta dalle cose da fare, nella vita professionale, o personale, se pensi che il tuo valore non venga percepito abbastanza o capito fino in fondo, impara a dire no! Questo no, che ancora non riesci a pronunciare quanto vorresti o dovresti, sarà un primo passo verso te stessa: il tuo primo grande sì!

Imparare a dire di no penso sia tra le cose più difficili in assoluto nel business e in generale nella vita, per lo meno così è stato per me, per questo non posso che invitarti a riflettere. 

Chi impara a dire no vince?

Chi impara a dire no vince? Me lo chiedo da un po’, proprio da quando ho iniziato a fare un salto che mi ha portato alla mia professione di strategist coach. Comunicare in modo chiaro ed efficace i propri limiti e confini, le proprie emozioni e opinioni, rischia di metterci davvero fuori dalla zona di comfort. Di fatto, succede perché entrano in gioco un sacco di dinamiche relazionali, che però non è di mia competenza indagare e approfondire (in quel caso la figura più idonea è quella di psicologa/psicoterapeuta). 

Credo tu sappia a cosa mi riferisco. 

Per ogni volta che ho detto un no, ho avuto paura di ferire l’altro affermando la mia posizione. E per ogni no per tanto tempo ho sempre immaginato la catastrofe arrivare imminente, come se il mio unico valore fosse quello di essere sempre disponibile.

Verso chi ti proietti?

Sempre proiettata verso l’altro, e sempre meno verso di me. L’altro prima con il suo giudizio, io in secondo piano. Sempre così per tantissimo tempo finché non ho iniziato a lavorare in primis su me stessa, e poi sulla mia comunicazione, così che diventasse quanto più assertiva possibile. E rimane ancora il mio punto debole, eh. 

Assertività  deriva dal verbo latino “asserere” che indica la capacità di affermare sé stessi. Essere assertivi, avere una comunicazione assertiva, significa comunicare in modo chiaro ed efficace il proprio punto di vista senza entrare in scontro con l’altro. 

Nella mia personale esperienza, ad un certo punto mi sono sforzata di avere una comunicazione assertiva prima ancora di essere assertiva. Se la comunicazione è vero che parte da dentro per trovare la sua massima espressione, in questo caso, mentre lavoravo sul mio dentro in psicoterapia ho messo in atto alcune strategie che mi potessero sempre di più proteggere dalla mia eccessiva disponibilità verso gli altri. 

 

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Lasciar andare nel lavoro

Impara a dire no e riuscirai anche a lasciar andare nel lavoro, tutte quelle cose, o persone, che ti creano ansia, che incidono sulla tua scarsa autostima e non ti aiutano a credere di più nel tuo valore. Se ripenso al mio lavoro da dipendente, penso a tantissime soddisfazioni e una fiducia continua e progressiva da parte dei titolari nei miei confronti e penso anche ad una ragazza che non sa dire di no a straordinari, alle richieste più disparate fuori dalle attività lavorative concordate. 

Da una parte, in termini lavorativi, è stato anche un vantaggio perchè pur di non deludere l’altro mi sono cimentata in tantissimi lavori che altrimenti mai avrebbero incontrato il mio interesse. Così tra il non saper dire di no, e la mia velocità di apprendimento, mista al bisogno continuo di dimostrare agli altri che valessi qualcosa, ho costruito la mia figura professionale poliedrica e con tante sfumature, che mi ha permesso nella libera professione di partire da zero e costruire tutto ciò che vedi ora. 

Assertività

Essere assertiva, significa per me oggi, avere a cuore i miei interessi, affermare il mio punto di vista e i miei pensieri con disinvoltura, senza più ansia o paura rispetto al giudizio deli altri. 

E no, non significa non essere empatica, anzi, è un livello massimo di empatia che puoi raggiungere solo se passi anche da te stessa. È un po’ il concetto del non è possibile aiutare gli altri se non aiuti prima te, e credimi, forse ti sembra scontato, ma è una grande verità. L’ho vissuta sulla mia pelle, e ci ho lavorato per anni.

Significa piuttosto prendermi ogni giorno la responsabilità delle mie scelte, decidere quando allentare un po’ la presa sui miei confini e quando tirare su un muro alto alto per proteggermi o per allontanare qualcosa che non è nelle mie corde. 

Libera professione

Impara a dire no e sarai una freelance felice e completa. Nella libera professione, soprattutto se sei all’inizio, è piuttosto normale e fisiologico non avere chiari quali possano essere i propri confini.

Il tuo tempo

Ti faccio un esempio: quando mi occupavo di materno infantile come operatrice nel settore, capitava spesso che oltre al momento della consulenza, le clienti mi scrivessero su WhatsApp. Ad ogni ora del giorno e della notte letteralmente. 

Inizialmente avevo la risposta immediata. Bastava fossi sveglia e qualunque cosa io stessi facendo, eccetto quando ero da altri clienti, rispondevo con velocità estrema, con la reperibilità che forse non darebbe nemmeno un medico. 

Ci ho dovuto lavorare parecchio dentro di me sulla convinzione che il mio valore fosse proporzionale alla mia disponibilità fuori orario. E imparare a dire di no non è stato affatto facile. 

Colleghi

Quante volte una collega ti ha chiesto qualcosa che non volevi fare e non sei riuscita a dire no? Ci siamo passate, e ci passiamo prima o poi tutte da questo step ( amicizia e lavoro: come gestire le collaborazioni?). Sia da freelance, che da dipendente, spesso la parte più difficile del lavoro riguarda i rapporti, le relazioni che intercorrono tra le persone coinvolte.

 

 

Ho conosciuto professioniste in gamba che cadevano proprio sul sapersi relazionare: troppo oppositive, o troppo accondiscendenti. Ecco, sono sbagliate entrambe le cose:

  • Assertività, non imposizione;
  • disponibilità, non “va bene tutto”;
  • proattività, non ansia perenne.

Insomma, occorre prendere le misure. Devo prendere le misure, e lo fai anche con il no.

Clienti

Altro discorso è  quando non riesci a dire di no alle richieste lavorative di un cliente, che in realtà ti portano fuori dal cuore del tuo business e da ciò che ti interessa fare. Questo avviene solo perché hai paura che dicendo di no non arriveranno altro clienti, o dicendo di no perderai un’occasione. 

Ragiona sempre bene su ogni proposta che ricevi che non è affine ai tuoi piani: dire di no ad un progetto che non ti piace, è tua responsabilità nei confronti della qualità del tuo lavoro. Ma anche dire no ad un cliente con cui non senti affinità, non condividi l’approccio, o semplicemente non ti convince, è la scelta migliore che puoi fare.

Per te, per preservare la tua figura professionale, ma anche in termini di resa e raggiungimento obiettivi.

Dove ti porta il sì “sbagliato”?

Un’accettazione tout court di una situazione professionale che non ti convince non ti porterà da nessuna parte. Ti sentirai ancorata al suolo, inizierai a vivere male quel momento di lavoro, e, come il cane che si morde la coda, non lavorerai bene come puoi.

Cosa intendo dire?

Semplicemente che è meglio un no che un sì poco convinto. Un sì che non hai il coraggio di trasformare. Pensa alla tua routine professionale: come puoi renderla migliore?

Scommetto che tu stessa ti rendi conto che lavori meglio e “produci” realmente valore con la tua attività quando ti senti capita, supportata, stimata.

Ovviamente occorre soppesare tutto e ponderare bene, io per prima so che il mutuo, le spese, le bollette chiamano, ma so per certo che quel singolo no, al contrario di quanto pensi non sarà un danno. Sarà la svolta, e ti avvicinerà a tutti i sì che meriti.

Cosa puoi fare?

Inizia dalle piccole cose, e soprattutto chiedendoti cosa vale la pena tenere e cosa lasciar andare. Ricordi cosa ti ho detto del decluttering ( come organizzare il lavoro con il decluttering)?

È giunto il momento di fare pulizia: libera spazio fisico, ma anche il tuo spazio mentale. Cura il tempo e vedrai che la gestione del tempo nel lavoro non sarà più un problema, ma un punto di forza.

 

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Infine, educati a dire quel no. Datti tempo, quindi, e concediti la possibilità di andare oltre, se hai bisogno di me, ci sono (contattami senza impegno).

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