Strategia è conoscenza
Senti sempre parlare di strategia digitale, ma vuoi finalmente capire in cosa consiste e se puoi farla anche tu per il tuo business? Continua a leggere questo articolo, ti prometto che avrai presto le idee più chiare.
Qualche giorno fa nelle storie di Instagram, ho raccontato che non ho più paura dei trend che cambiano, né dell’algoritmo, né al momento mi fa paura il fatto di avere un business totalmente digitale e un’azienda che vende prodotti digitali, in un mondo che si sta trasformando ancora una volta. E questa volta è una trasformazione che sta dando di nuovo importanza, per fortuna mi verrebbe da dire, alle esperienze e agli eventi dal vivo.
Cosa significa strategia digitale?
Quando si parla di strategia digitale ci si riferisce ad un modo strutturato di gestire la propria attività di business totalmente, o parzialmente, online (se si ha una parte fisica del lavoro). Si tratta di una vera mappa, un piano di azione ben definito e ideato punto per punto, che porta a sua volta al raggiungimento di obiettivi programmabili e raggiungibili.

Prevede dunque una predisposizione delle attività di business legate al digitale lungo una linea del tempo, e tanti micro o macro step per arrivare all’obiettivo finale.
Ogni strategia è differente, personalizzata e personalizzabile, a seconda delle professioniste o delle aziende coinvolte. Ecco perché ti invito sempre a diffidare di chi promette formule universalmente valide per una strategia digitale vincente.
La strategia parte dalla conoscenza, si muove sull’osservazione e attinge dalla creatività
E poi più di tutto, la strategia digitale è frutto di prove, analisi critica dei dati e pensiero laterale. È un punto di partenza e non la fine di un processo ed è in continua evoluzione ed è fatta di più fasi: brainstorming, validazione delle idee, pratica e misura dei risultati e di nuovo (se cerchi supporto per la tua attività scopri come posso aiutarti con un piano strategico e personalizzato che tenga conto del tuo business e del contesto in cui operi).
Il contesto in cui ci muoviamo
Ti sei mai chiesta quanto conta il contesto in cui ci muoviamo? Quello che vedo, è che il mondo della libera professione ha aperto le porte al digitale e difficilmente secondo me le chiuderà, perché questo rimane un vantaggio sia per l’utente finale, sia per chi eroga il servizio, e si stanno sviluppando tantissime proposte ibride. Il mondo delle professioni sta quindi subendo una trasformazione che, secondo me, è inevitabile, ma che sta stupendo quei professionisti che hanno avuto un boom pazzesco durante il periodo Covid, ed esclusivamente online, non maturando dimestichezza in realtà con quella che è la loro professione nella vita reale.
Non c’è strategia senza studio
Quando le miei clienti mi contattano per un percorso di mentoring e coaching sulla strategia digitale della propria attività, spesso restano stupite dalla mole di lavoro e studio che essa comporta. Vorrei sfatare il mito che fare strategia digitale significhi porsi due domande e focalizzarsi sui social. È un percorso vero e proprio, talvolta anche molto pesante e complesso per i professionisti che devono tradurre online una strategia offline, o che devono partire completamente da zero (corri a vedere come ti supportiamo con i servizi di Lofacciodigital per libere professioniste).

Le dinamiche sono differenti, le leve, i mercati e le opportunità, idem, e l’elenco potrebbe essere ben più lungo. Quello che ti sto dicendo è che tutto parte da una buona strategia, e per buona intendo “cucita addosso a te” e a misura della tua attività. Ecco perché ti invito sempre a diffidare dei metodi “universali”, perché la verità è che anche questi metodi vanno testati sulle esigenze differenti dei protagonisti attivi sul mercato.
Come si fa una strategia digitale?
Come detto poco più su, sarebbe approssimativo proporti un’unica via: facciamo che ti lascio alcuni ingredienti indispensabili? Ogni ingrediente è poi da mixare e calibrare, a seconda del dolce che vuoi preparare (se mi segui su Instagram scoprirai che amo fare metafore culinarie anche se non so cucinare!).
L’analisi SWOT
Grazie ad un’analisi schematica e visiva, puoi capire quali sono:
- punti di forza;
- debolezze;
- opportunità;
- minacce;
del tuo progetto digitale (per approfondire l’analisi SWOT). Detto questo, so benissimo che non è semplice già solo capire e definire, quali possano essere i fattori rilevanti di ognuna di queste variabili. Il consiglio è di iniziare a rifletterci e darti tempo per compilare la tua analisi SWOT, in modo tale da ampliarla e “sistemarla” al meglio durante il cammino.
Mercato e Buyer personas
Definire il mercato in cui operare significa anche contestualizzare le tue Buyer Personas… chi sono le Buyer personas?! Si tratta dei tuoi acquirenti ideali e potenziali. Vendere a tutti, salvo si tratti di beni primari (tipo pasta; pane; ecc.) non è possibile, e il rischio sarebbe quello di fare un buco nell’acqua. Devi conoscere il tuo target e capire esattamente che esigenze hanno la persone che potrebbero rivolgersi a te.
Testare i servizi è sempre un buon modo per “direzionarli” verso le persone giuste, perché loro riusciranno davvero a vedere cosa funziona e cosa non va nella tua offerta, e queste informazioni sono oro colato per definire una strategia digitale (e non solo), funzionale e funzionante.
E anche richiedere recensioni è una modalità preziosa per riflettere sull’impostazione dei servizi che abbiamo creato.

Budget e Scelta dei professionisti
Quando decidi di fare sul serio non puoi improvvisare, libera professionista non vuol dire improvvisarsi, ma strutturarsi in base ai propri bisogni di business. Ti puoi formare, certo, ma devi anche mettere in conto del budget per portare il tuo progetto a un livello di crescita superiore (come capire quando attuare un cambiamento strategico?).
Ci sono cose che puoi gestire da sola, anche a lungo termine, cose che con il flusso di lavoro che avanza, dovrai necessariamente arrivare a delegare per poterti occupare della tua attività (io, ad esempio, ho un team di professioniste che mi supportano nella comunicazione e nella parte amministrativa, e non perché io non sappia fare, semplicemente perché ho dovuto gestire il mio tempo professionale in modo tale da ottimizzare le attività, snellire l’operatività e dedicarmi ai progetti delle clienti).
Affidati a professionisti che credono in te e nel tuo progetto, ma scegli anche persone che condividono i tuoi valori, il tuo modo di fare business e la tua etica. Non è scontato, non darlo per scontato.
Quali canali scegliere?
Il sito non te lo metto come scelta: è praticamente un obbligo (salvo eccezioni particolari).
Blog e Newsletter: sono consigliabili perché il blog ti consente di fare personal branding e attraverso la SEO dei contenuti ti aiuta a posizionarti su Google (con numerosissimi vantaggi); la newsletter ti mette in contatto diretto con la tua community (ma anche qui occorre metterci della strategia per la creazione di funnel, ti prometto che ne parleremo!).
Quale social scegliere?
La risposta non è immediata, anche qui ti vorrei dire di scegliere solo in base al social che ti piace di più, ma la verità è che non deve piacere a te, o meglio, è bene che tu ti senta a tuo agio e che ti rispecchi, ma devi anche tenere conto di “dove sono i tuoi clienti/utenti ideali”?
- Facebook è un luogo ormai abitato da un target di età più elevate, ci sonop ancora dei reduci tra i giovani ma pochissimi e solo “per esserci” o al massimo attività nelle community (quelle che sono avviate funzionano molto bene);
- anche su Instagram l’età media si sta alzando e i giovanissimi sembrano infatti fuggire più su TikTok;
- LinkedIn resta il social dedicato al lavoro, ed ha quindi un target e una audience ben definita.

E questi sono solo alcuni esempi!
Quello che funziona per gli altri
Cosa funziona per gli altri? Non c’è una buona strategia digitale che non tenga conto anche dei competitor:
- di come si muovono;
- cosa dicono e come;
- dove si muovono;
- su cosa spingono;
- che comunicazione adottano.
L’analisi dei competitor, qui in ultimo, ma non per importanza, resta sempre un passaggio fondamentale per avviare un business. Il valore di questo studio non sta ovviamente nel ricalcare alla lettera quello che funziona per gli altri, perché, quello che funziona per gli altri non è detto vada bene per te.
Magari funziona proprio perché si tratta di una strategia ad personam (mi segui?), ed emulare potrebbe addirittura segnare un autogoal.
Dosa bene i tuoi ingredienti
Quello che risulta difficile è dosare bene tutti questi ingredienti, e mi risposto sulla metafora alimentare che per me rende bene il concetto. Il risultato del dolce dipenderà dalla mano di chi lo prepara e dall’amore che ci mette; dall’esperienza che ha in cucina e con i dolci; dal forno che possiede; da come dosa lo zucchero o la farina; da come lo vendi e come lo pubblicizzi (il valore che gli dai: è sano; è facile; è gustoso; è per tutti; è vegano…); dal gusto di chi lo assaggerà.

Pensa ad una strategia digitale come qualcosa che fluisce, proprio perché spesso serve tempo per “disegnarla” a dovere, servono accorgimenti, serve l’analisi e lo studio dei dati e delle variabili. Pensa al tuo disegno e sii pronta a cambiarlo, riadattarlo e rinnovarlo. Quante aziende credi abbiano dovuto farlo in pandemia? Quante tra noi libere professioniste hanno dovuto cambiare rotta e trasformarsi?
Nulla è statico e nel business, e anche quando funziona non devi mai mollare il colpo, anzi quello è proprio il momento di accelerare (contattami senza impegno per un confronto o per una call conoscitiva).
Business Coach e Strategist. Blogger dal 2013. Autrice di ‘Libera. Salti e altre storie.’ Scrivo di donne, libera professione e piani di azioni per ogni cambiamento.


