Non ho tempo! 5 credenze limitanti che puoi superare

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Non ho tempo! 5 credenze limitanti che puoi superare

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Conosci le credenze limitanti?

Non ho tempo, non sono capace, non ce la faccio! Mai sentito parlare di credenze limitanti? Le credenze sono le torce che ci spingono all’azione e al cambiamento e che ci guidano verso i nostri obiettivi e man mano anche verso tutti gli step per raggiungerli. Tuttavia, dobbiamo fare i conti anche con delle credenze limitanti, che sono delle convinzioni che diventano delle vere e proprie zavorre mentali che ci portiamo dietro per tanto tempo.

Perché le credenze limitanti influiscono così tanto nella nostra vita e anche nella nostra professione? Come possiamo distruggerle o perlomeno capire come aggirarle? Vediamolo insieme, continua a leggere!

Le credenze limitanti sono superabili?

La prima volta che ho sentito parlare di credenze limitanti, pensando alla mia storia e al mio vissuto (te ne parlo nel mio primo libro Libera, Salti e altre storie che trovi su Amazon), ho pensato seriamente che non sarei mai riuscita a liberarmene. Poi, come sempre nella mia vita, ho studiato, mi sono informata e ho capito che potevo uscirne e farne, per certi versi, anche degli ulteriori punti di forza.

Ogni tanto ancora ci litigo, certo, ma adesso so con cosa ho a che fare e so come reagire. Per questo ti dico che le credenze limitanti, come tutte le credenze hanno un fondamento anche sociale, derivano da quello che abbiamo vissuto e da quello che ci è stato insegnato.

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Cosa hai assorbito da piccola? Che tipo di pensieri e credenze hai fatto tue? Forse non te lo sei mai chiesta, ma adesso che stai proiettando la tua vita personale e professionale più avanti, devi fare anche tu questo salto.

Come sempre anche la terapia psicologica è fondamentale, per questo il mio consiglio è sempre quello di abbinarla a qualsiasi percorso di crescita personale.

Le 7 convinzioni di Anthony Robbins

È l’esperto di psicologia del cambiamento Anthony Robbins a parlarci di 7 convinzioni che ci aiutano a settare un nuovo mindset (cosa s’intende per mindset?) a misura del cambiamento, del salto nella vita o nel lavoro.

  1. Tutto accade per uno scopo: anche nelle avversità puoi attingere per i tuoi obiettivi;
  2. fallire non è un fallimento, ma parte del viaggio;
  3. il successo richiede la presa di responsabilità, non cade dall’alto o per caso;
  4. occorre comprendere le cose (i processi) per saperli sfruttare al meglio;
  5. le persone sono le vere risorse, sempre (ricordi che ti ho parlato anche degli eventi dal vivo?);
  6. “il lavoro è un gioco”, deve essere la tua vera passione;
  7. il successo non è duraturo, devi coltivarlo sempre.

Insomma, con queste convinzioni inizi a mettere della basi concrete per il tuo successo professionale, impari a darti valore, anche economico, a sfatare falsi miti inculcati nella tua testa e nemmeno sai bene come.

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Quali sono le credenze limitanti più diffuse nella libera professione?

Generalizzando, ci sono delle credenze abbastanza comuni alle libere professioniste, vuoi per impostazione socio-culturale, vuoi per esperienze di vita, vuoi per le peculiarità dell’attività stessa, insomma ad ognuna la sua, ma anche le stesse per tutte.

1 Non ho tempo

Da quando mi occupo di gestione del tempo, organizzazione dei business e strategia, questa è di certo la prima credenza limitante che tante professioniste mi riportano. Il non avere tempo, l’avvertire di non averne è tutto dovuto ad un mindset errato, che non ti fa percepire che di tempo ne hai, ma devi anche ritagliarlo, crearlo e metterlo in agenda.

Mettere il tuo tempo in agenda ti consentirà di:

  • organizzare al meglio le attività micro e macro;
  • riflettere sulla delega;
  • valutare come ottimizzare le task rispetto proprio al tuo tempo;
  • gestire al meglio il tuo work-life balance!

Insomma, tutte cosine non da poco, vero?! Quando riporto alle mie clienti le idee e le strategie per ampliare e far fruttare al massimo il loro business (scopri i miei servizi di mentoring e strategia per il tuo business), faticano soprattutto a capire che questa parte è fondamentale anche per far crescere il business. Una parte che apparentemente non riguarda l’agire della tua attività, eppure è determinante, credimi: tutto parte da un’impostazione strutturata, organizzata, curata.

2 Non ce la faccio

Le credenze limitanti si insinuano dentro di noi e tante volte nemmeno sappiamo di averle, fino a quando, dicendolo ad alta voce, tu stessa le percepisci come una distorsione, come qualcosa che non va o non ti risuona bene.

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Il non ce la faccio ha a che fare con la sindrome dell’impostore, ma anche con una sorta di scusa che da anni sei abituata a darti per non partire, o per fare il minimo indispensabile così da non rischiare troppo emotivamente. Ecco, ti dico una cosa: stai rischiando di più a stare ferma! Ti imprigioni da sola in una vita che non senti tua.

L’autosabotaggio è molto diffuso tra le libere professioniste, che, anche quando hanno un grande potenziale, si nascondono dietro a un dito per paura di fallire, di mettersi in gioco, o peggio per paura di quello che gli altri penseranno.

3 Non so vendere

Tanti di questi pensieri limitanti delle libere professioniste sono correlati al mondo del denaro, visto sempre come qualcosa di negativo, soprattutto se sei donna, a causa dei retaggi culturali che ci portiamo dietro da anni, ma che per fortuna stiamo via via lottando per sradicare.

Come ti dico sempre è legittimo e bello che tu voglia raggiungere anche il successo economico, del resto se fosse solo passione sarebbe un hobby, invece è lavoro. Il lavoro necessita retribuzione.

La libera professionista con questo tipo di credenza limitante, fatica a parlare di soldi, si sente in colpa quando alza i prezzi o manda la fattura, ed è convinta di non saper vendere (i propri servizi e il proprio valore).

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Il discorso si fa molto complesso, perché queste credenze dipendono da tante variabili, dall’autostima alla percezione del valore che tu stessa riesci a trasmettere, dal tipo di comunicazione che scegli e dai passi che fai per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ma io ti assicuro che non ti manca niente per vendere, perché il bello è che ognuna di noi può vendere in modi diversi perché siamo tutte differenti. C’è chi sceglie una comunicazione incalzante (tante newsletter incalzanti; feed Instagram improntato sulla vendita, ecc.) e chi invece preferisce una dimensione più soft, una vendita sulla fiducia, sul racconto (storytelling branding), sulla persona.

Non tutto va bene per tutti, questo è assodato, ma quello che voglio dirti è che sono certa esista un modo perfetto anche per te, che rispetti il tuo essere e i tuoi valori, ma ti permetta di monetizzare al meglio con la tua attività da libera.

4 Le altre sono più brave

Le altre sono più brave? Gli altri sono più bravi? Ci sarà sempre qualcuno più bravo di noi in qualcosa, e allora che dovremmo fare? Mollare ancor prima di provarci? Eh, no, io non ci sto. Lotto duramente ogni giorno per affermare il mio posto, e devi farlo anche tu! Perché c’è posto per tutti, ma come abbiamo visto anche con le convinzioni di Robbins il successo non dura da solo, devi coltivarlo affinché metta radici profonde nel terreno.

Con i social puoi farti conoscere, con il blog puoi far capire le tue competenze, con la newsletter puoi parlare alla gente, insomma, hai tantissimi canali che ti possono supportare in questo viaggio, e aiutarti a far venire fuori il tuo valore aggiunto! Strategia e performances, recensioni e racconti, tutto concorre a far capire agli altri il tuo valore, ma prima devi crederci tu.

5 Non mi serve niente

Forse ti sorprenderà, ma anche questa frase può essere frutto di una credenza limitante. Di fatto, serve sempre qualcosa anche:

  • al tuo business;
  • alla tua formazione;
  • alle tue competenze.

Non si finisce mai d’imparare e se sei nella libera professione a maggior ragione devi riuscire a capire cosa ti serve, di cosa hai bisogno, e credimi se ti dico che niente non esiste (nemmeno se sei dipendente in verità). È un approccio molto fuorviante, quasi pericoloso, che ti fa illudere di “essere arrivata” e ti fa abbassare la guardia.

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Entusiasmo, voglia di migliorarsi e di dare, sono cose che non crescono sugli alberi, e se non la smetti di definirti attraverso questi pensieri limitanti, finirai per farti risucchiare in un vortice di incertezza.

Come combattere le credenze limitanti?

Prima abbiamo visto che questi pensieri sono superabili, e oltre a quanto già detto, ti consiglio anche di:

  • annotare (letteralmente) i tuoi successi;
  • verificare lo standard dei tuoi servizi (testi sempre i servizi che lanci?);
  • pensiero positivo e azione: gli altri si fidano e si affidano a te, adesso devi agire;
  • pensiero differente: fai qualcosa di diverso dal solito e vedi cosa succede se la smetti di ascoltare tu stessa quella vocina fastidiosa.

Ricorda che puoi sempre cambiare tutto, il bello della vita è proprio questo, e riguarda ogni ambito, anche quello professionale. Contattami per un confronto.

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