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AMICIZIA E LAVORO: COME GESTIRE LE COLLABORAZIONI CON LE ALTRE PROFESSIONISTE?

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Non è facile per niente ma…

La mia vita da libera professionista è iniziata quando oltre al mio lavoro a tempo indeterminato ho iniziato a guardarmi intorno tra corsi di formazione e nuove opportunità, anche se ancora non ero così consapevole di ciò che volevo, ed era solo il 2011. Ad ogni corso di formazione ho incontrato altre donne in cammino come lo ero io, si sono stretti legami e amicizie, e in questi 10 anni non sono mancati quei momenti di entusiasmo in cui la voglia di collaborare e di provare ad unire le forze per raggiungere un risultato, supera l’analisi del mercato e le sue possibilità. Amicizia e lavoro non è facile per niente, ma per me è un binomio possibile, purché si abbiano ben chiari obiettivi e idee.

Amicizia e lavoro è possibile?

Come già ti ho anticipato per me il binomio tra amicizia e lavoro è possibile, ed anche essenziale se sei una libera professionista. Ma occorre stare attente e muoversi comunque tenendo bene a mente obiettivi e persone.

Ad esempio all’inizio cercavo supporto nelle persone più vicine a me, tanto che ogni volta che avevo un progetto in testa, chiamavo l’amica che più sentivo affine al progetto e le dicevo ‘ti va di fare questa cosa con me?’

Uno dei primissimi progetti tutti al femminile che ho ideato e portato avanti è stato un blog: si chiamava MadForShopping e nasceva dalla mia idea di recensire prodotti di make-up mentre studiavo come make-up artist. Niente di così rivoluzionario se ci pensi ora, ma era il 2013, c’era il boom di Cliomake-up, creare un sito web non era intuitivo come può esserlo ora, e si sentiva parlare molto meno di ora di piano editoriale e di come gestire l’uscita di diversi contenuti mensili, specialmente in team. 

Partito con la mia coinquilina Angie, in un momento in cui entrambe lavoravamo full time in centro a Milano, e ci ritagliavamo momenti serali per il blog, il progetto è cresciuto velocemente, integrando subito anche altre due amiche, Noemi ed Eleonora. Ho sempre creduto nella forza di portare avanti un’idea comune, un progetto comune e farlo crescere insieme. Se c’è una cosa che mi ha insegnato il nuoto agonistico è come puoi essere individualista e allo stesso tempo far parte di una squadra che concorre allo stesso obiettivo. 

Attenzione alla motivazione 

Per lavorare bene in team servono assolutamente:

  • obiettivi in comune;
  • idee rispetto alle tempistiche di realizzazione siano simili sulla linea del tempo;
  • valori comuni;
  • mindset imprenditoriale (che significa che sei disposta a rischiare e a cadere);
  • velocità di azione nel prendere decisioni con ritmo e costanza. 
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Amicizia e lavoro non bastano 

Aperto nel 2013 per hobby e senza nemmeno crederci troppo, dopo pochissimo tempo ne ho capite le potenzialità e le possibilità, iniziando a voler spingere sull’acceleratore, studiando di notte le guide wordPress per risolvere alcuni problemi tecnici in cui mi imbattevo, iniziando a seguirne anche i canali social, in un momento in cui Instagram era agli esordi e ancora tutto da capire. 

All’arrivo delle prime soddisfazioni, tradotte in prodotti inviati dalle aziende cosmetiche da testare e recensire e inviti agli eventi, mi sono subito scontrata con motivazioni diverse nei membri del team che io stessa avevo composto esclusivamente sulla base dell’amicizia e hobby comuni.

Quello che per me stava diventando la possibilità di un lavoro da libera professionista, quello che io vedevo già proiettato nel futuro, per le altre rimaneva in un hobby divertente e niente di più. Tradotto: io mi sbattevo un casino, ci lavoravo su ad ogni ora del giorno e della notte quando non ero in formazione e non ero in ufficio, ci invitavano agli eventi e non ci potevo andare personalmente, ma dovevo anche ‘spingere’ le altre ad andarci per non perdere l’occasione. 

Puoi scegliere le amiche ma devi ponderare bene la situazione

Avevo scelto le mie amiche per collaborare, non delle professioniste, non avevo mai domandato loro quale fosse il loro obiettivo all’interno del progetto, tantomeno in quanto tempo ci volessero arrivare. E mi incazzavo scontrandomi con il fatto di fare sempre di più di tutte, di spingere continuamente da sola sull’acceleratore mentre per le altre il blog finiva in fondo alle priorità giornaliere. 

Ci ho messo anni a capire queste mie dinamiche, che ho ripetuto più volte anche negli ultimi anni. Ci ho messo incazzature che non avevano senso perché l’errore stava alla base: se stai lavorando e cerchi qualcuno per collaborare, assicurati che il suo obiettivo, la sua motivazione e i tempi in cui immagina il progetto realizzato siano simili ai tuoi se non uguali. 

Solo se hai chiari gli obiettivi puoi provare a capire con chi collaborare

Quello che sto dicendo con il mio racconto è che se non avete ben chiari gli obiettivi di ognuna, la collaborazione rischia di rivelarsi complicata oltre che fallimentare.

Quindi sei a un bivio:

  • puoi scegliere un’amica
  • puoi scegliere un collaboratore esterno

E ti dirò che scegliere un collaboratore esterno è la scelta più sicura emotivamente se sei all’inizio, e ancora non ha molta dimestichezza con la libera professione e tutto ciò che comporta.

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5 consigli +1 per lavorare bene con le amiche:

1 Parti da te

Ti consiglio innanzitutto di domandarti di cosa hai bisogno nello specifico. Potrebbe essere un buon punto di partenza fare un elenco scritto delle questione che vorresti delegare e a chi (ti parlo anche di delega efficace e come realizzarla).

2 Definisci i ruoli

È importante anche definire i ruoli, anche se siete amiche non è detto dobbiate effettuare l’attività professionale tutte allo stesso livello (anche in base alla propria gestione del tempo). Quindi rifletti su che peso ha, o dovrebbe avere, ognuna di voi nel progetto (siete davvero alla pari?).

3 Il lavoro si paga

Il lavoro si paga, sempre, e se hai collaborazioni con le amiche devi mettere in conto un budget. Solitamente si opta per un “prezzo preferenziale” proprio a fronte dell’amicizia, ma assolutamente il tempo e il lavoro hanno valore. Sempre. Quindi ragiona anche sul costo e le modalità di pagamento.

4 Cara amica ti scrivo…

Come comunicherete nel momento in cui lavorerete insieme? Ti faccio un esempio: quando un’amica mi chiede una consulenza di comunicazione mi muovo con lei esattamente come con le altre clienti: call di 1h online, anche se ci conosciamo bene, anche se normalmente viene a trovarmi a casa.

5 Chiarezza e tempistiche

Anche se siete amiche dovete analizzare attentamente ogni singola parte di questa collaborazione: non abbiate paura della chiarezza. Del resto dirsi le cose paga nell’amicizia e anche nel lavoro. per questo dille apertamente per quanto tempo collaborerete (se c’è un timing predefinito) e che cosa ti aspetti da lei.

+1: confini netti

Ultimo ma primo per importanza: con un’amica è ancora più importante mettere dei confini di forma chiari tra ciò che è lavoro e ciò che amicizia e tempo libero. Questo passaggio è fondamentale e vi aiuterà a definire al meglio la vostra attività professionale, senza rischiare di rovinare l’amicizia.

I vantaggi di amicizia e lavoro

Quello che ti posso dire per la mia esperienza è che lavorare e progettare il tuo sogno con un’amica è emozionante, gratificante e incredibilmente bello, se si ha una comunicazione sempre chiara e non si lascia mai nulla in sospeso. Se non ti fai il problema di ‘ferirla’ nel momento in cui devi dirle qualcosa che riguarda la sua parte di lavoro che potrebbe non essere in linea con le tue modalità. Potreste non essere d’accordo e questo è sano, ma se hai paura che  possa percepire un appunto su questioni professionali come una critica, forse non è la persona giusta. 

Considera che essere libera professionista dal punto di vista emotivo è spesso come stare sulle montagne russe: la libera professione parte da dentro e fa parte di te. Se tu stai bene, la tua attività cresce. Se non stai bene la tua attività rischia di risentirne. Si può sbagliare, a dire il vero la libera professione è continuamente mettersi in gioco, andare a tentativi, creare nuove strategie ma ad ogni fallimento la tua autostima professionale e personale viene messa a dura prova (ecco come darsi valore) finché non realizzi che non sei il tuo lavoro e che ogni fallimento professionale non è un tuo fallimento come persona.

Questo punto è importantissimo se vuoi collaborare con altre libere professioniste, ancor di più se sono tue amiche.

Se stai pensando di collaborare con delle amiche:

  • analizza la motivazione e la velocità di azione e di reazione della tua amica libera professionista con cui vuoi collaborare.
  • In secondo luogo metti nero su bianco tutti i punti della collaborazione;
  • e in terzo luogo cerca di capire, di ‘sentire’ se siete allo stesso livello di consapevolezza professionale: cosa potrebbe succedere nel momento in cui qualcosa non funziona nella collaborazione? Riusciresti ad essere chiara ed assertiva nella comunicazione?

Ti faccio ora un’ultima domanda: sai come lavora? 

Te lo chiedo perché negli anni, dal blog ad oggi, ho collaborato con tantissime amiche, a volte scontrandomi proprio con quest’ultimo punto in maniera inaspettata. Prima di collaborare con un’amica, non lasciare che sia lei a raccontarti in suo lavoro, testala con gli occhi del cliente

Testa il modo in cui lavoro. È all’altezza delle tue aspettative? Faresti diversamente? 

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Scegli un’amica con cui collaborare solo se:

  • hai grande stima professionale nei suoi confronti;
  • sai di poterti sentire libera di esprimere il tuo parere senza rischiare di offenderla;
  • capisci che ha la maturità per dividere il lavoro dall’amicizia. 

Altrimenti il mio consiglio spassionato è di affidarti ad una professionista che non faccia parte della tua cerchia di amicizia. Con una professionista esterna non viene toccata la tua sfera emotiva e personale e ti sentirai sempre più libera di comportarti da cliente esigente se lo desideri. 

Se ti senti confusa su questo e sulla tua capacità di delegare, posso strutturare un percorso su misura che ti aiuti ad identificare i tuoi obiettivi e gli step per raggiungerli.