Perché il decluttering mentale è più facile di quanto pensi!

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Perché il decluttering mentale è più facile di quanto pensi!

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Ti parlo spesso di come il lasciar andare mi abbia aiutato anche nella mia professione, e ti parlo anche di decluttering mentale, perché noi libere professioniste siamo in perenne trasformazione. Viviamo tante vite, e siamo frutto delle nostre scelte, dalle più grandi alle più piccole.

La verità è che evolversi in piroette felici non è vita reale: quello che è reale è l’impegno tangibile, la voglia di fare, ma anche la capacità di una visione ben più ampia. Continua a leggere per capire come questo fare spazio sarà determinante nella tua professione.

Il decluttering mentale è un mindset!

Ti svelo un segreto: il decluttering mentale è questione di mindset, e quando capisci questo, hai già svoltato. Parto con una frase che non è mia, ma che mi tatuerei, presa dal corso di Business Genetics, di Dario Vignali, a cui mi sono iscritta il mese scorso. 

‘Devi capire che devi lasciare andare la persona che sei per abbracciare quella che desideri essere’. E ancora ‘Non puoi diventare la persona che vuoi essere se non sei pronto a perdere quella che sei’.

Rileggila bene. Io me la ripeto come un mantra. 

Inevitabilmente la vita ci mette continuamente di fronte a delle scelte che ci permettono di evolvere, qualsiasi sia il tuo credo.

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In ambito olistico ho integrato alcuni concetti che mi porto dentro, primo su tutti il pensiero che non vieni mai messo di fronte a cose più grandi di quelle che umanamente puoi sopportare. La mia è una sorta di fiducia nelle cose, nell’universo, nelle mie capacità, che mi permette di non stare troppo a domandarmi il perché di certe fatiche che mi sono accadute nella vita, piuttosto mi predispone al trovare una soluzione. 

Qual è il tuo mindset?

Il mindset è uno stato mentale in cui ho smesso di preoccuparmi di quello che non ho, delle sfighe che mi sono capitate, iniziando invece ad osservare con gratitudine ciò che esiste nella mia vita, e le sfide che mi porta ad affrontare (approfondisci per capire cos’è il mindset). 

Chiamalo spirito di sopravvivenza, chiamalo decluttering, il fatto è che una delle mie strategie vincenti è quella di prendermi lo spazio per ciò che mi accade, approfondire quanto basta, anche attraverso la psicoterapia, ma conservare di ogni cosa solo ciò che è davvero utile e mi predispone alla crescita, lasciando andare tutto il resto, senza troppi rimorsi. Solo così non avrai rimpianti!

Una modalità di risparmio energetico, che mi permette di focalizzare le mie risorse verso il futuro, accettando di non poter portare con me davvero tutto. 

Voglio viaggiare leggera. 

E questo il motivo per cui nella mia casa cerco di conservare solo ciò che ritengo essenziale, senza legarmi eccessivamente agli oggetti. Ed è anche il motivo per cui nel mio sito non vedi 10 opzioni di percorsi con me ma a seconda dei periodi, vario dai 2 ai 4. Il mio è un percorso di semplificazione di processi decisionali se vuoi ( a proposito scopri i miei servizi). 

Meno cose possiedo, meno decisioni da prendere mi appesantiscono

Del resto il decluttering mentale vuol dire lasciar andare il superfluo dalla tua mente. Perché? Per “ottimizzare” lo spazio, per poterti dedicare con attenzione ad altro e alleggerirti il lavoro.

Pensa banalmente al tuo armadio:

  • quante cose ci sono all’interno che non indossi?
  • Perché le tieni tutte?
  • Perché tieni quel vestito che non metti da anni, solo nell’evenienza in cui potrebbe servirti?
  • Perché lo tieni perché lo hai pagato tanto?
  • Che senso ha tenerlo solo per il valore che aveva nel momento in cui l’hai comprato se ora per te valore non ne ha?

È lì solo per ricordarti che lo hai messo poco ogni volta che ci incappi e per farti ricordare quanto la scelta di comprarlo possa essere stata sbagliata. 

Vedi che il decluttering è questione di mindset

E il mindset è questione di decluttering (come organizzare il lavoro con il decluttering). L’imprenditoria stessa, intesa come processo, prevede una ricerca continua verso l’essenziale:

  • verso i tuoi servizi essenziali (che vendono e ti gratificano);
  • verso il tuo cliente ideale (che capisce il tuo valore);
  • e verso una comunicazione semplice e pulita (che veicoli il messaggio giusto e coerente). 
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Prima di allenarti nel business, hai tutta la tua vita per fare svariati tentativi e prendere il ritmo all’osservazione e alla scelta di ciò che davvero vuoi tenere e ciò che vuoi lasciare andare. 

Come puoi farlo però se non ti conosci a fondo?

Il decluttering implica un percorso profondo di conoscenza di sè. E no, non lo puoi fare con un coach. Io posso accompagnarti sulla superficie, a creare un piano di azione, ad analizzare tutte le variabili, facendoti delle domande che possano portarti a capire quanto è utile in scala quella determinata cosa nella tua vita. Posso aiutarti a costruire un piano di azione, allenarti ad un mindset imprenditoriale, spingerti ad uscire dalla zona di comfort per portare fuori i tuoi progetti. Non posso lavorare nel profondo, quello lo fa la psicoterapia. 

E per lavorare in superficie davvero, ti consiglio vivamente di lavorare anche dentro. 

Altrimenti è davvero come un iceberg di cui, quello che vedi è solo una piccola parte. Puoi provare a muoverla, ma si muoverà inevitabilmente ciò che c’è sotto oppure non si muoverà affatto, a seconda della resistenza, e non produrrai nessun risultato davvero tangibile.

Decluttering mentale e relazioni: 

quanto ti appesantiscono quei doveri, quei rapporti che mantieni, a volte, solo perché non hai il coraggio di dire di no (impara a dire no), di mettere limiti e confini.

Come togliere per mettere?

Ci sono momenti di crescita personale e professionale, in cui, prima di poter aggiungere, ho dovuto togliere: fare spazio dentro di me e poi fuori, e viceversa. 

Ti faccio un esempio: ho da sempre la tendenza a fare contemporaneamente due lavori, uno dietro le quinte che studio e approfondisco in sordina, e uno che comunico giornalmente e che è assodato che il mio lavoro. Ci sono stati almeno due episodi durante la mia partita iva, in cui il lavoro dietro le quinte, ha preso sempre più piede superando il mio interesse per il lavoro principale. 

Due opzioni possibili a questo punto:

  1. cercare di far finta di niente, e provare a rimettere a posto le cose;
  2. lasciare andare il lavoro principale, perché l’altro potesse prendere il volo.

Se ci penso, prima ancora della libera professione, l’ho fatto con il lavoro a tempo indeterminato quando sognavo la vita freelance. Lincenziarmi è stato un atto di fiducia verso la persona che stavo immaginando nel futuro e che volevo potesse avere lo spazio giusto per esprimersi (tante donne cambiano lavoro dopo la maternità). 

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Un salto nel vuoto!

Mindset e decluttering mentale si incontrano proprio nel viaggio. Nello stato mentale di chi è perennemente alla ricerca e impara a stare nel flusso con fiducia. 

Tu a che punto del viaggio sei? Iscriviti alla mia newsletter e restiamo in contatto, ti risponderò sempre!

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